I piccoli Comuni saranno quelli maggiormente penalizzati nella ripartizione delle risorse 2017 del fondo di solidarietà (Fsc), con perdite superiori al 2% delle risorse storiche, mentre a beneficiare di maggiori trasferimenti saranno le grandi città (+1,1%), Roma in particolare, e i Comuni tra 5 e 50mila abitanti. E' quanto emerge dalla nota "Fabbisogni standard e capacità fiscali nel sistema perequativo dei Comuni", pubblicata oggi sul sito dell'Ufficio parlamentare di bilancio, che offre una fotografia della ripartizione delle risorse nel 2017. Un documento che per l'Anci invita a riflettere sugli effetti della perequazione. Tra le grandi città i maggiori benefici sono previsti proprio a Roma (+6,7% rispetto allo storico, con un incremento rispetto al 2016). Anche Milano riceve più trasferimenti, sebbene la revisione delle metodologie e dei parametri attuata nel 2017 ne riducano il beneficio complessivo. Per Firenze, Taranto, Napoli e Genova riduzione delle risorse superiore al 3%. Dal punto di vista territoriale, la ripartizione del fondo 2017 conferma una riduzione delle risorse per i Comuni del nord (-0,9% delle risorse storiche), peggiorando leggermente la posizione dei Comuni del nord-ovest e migliorando quella dei Comuni del nord-est. I benefici maggiori sono concentrati al centro (+2,1%). Sono beneficiati, anche se in misura più limitata, i comuni del Sud (+0,5% rispetto al fondo storico). Le grandi città maggiormente beneficiate dalle modifiche introdotte con il fondo 2017 sono Ravenna (+2% rispetto al 2016) e Roma (+1.5%), mentre quelle maggiormente penalizzate sono Verona (-1,8%) e Perugia (-1,6%). La proiezione del Fondo al 2021, anno in cui il peso della componente perequativa legata ai fabbisogni standard salirebbe al 40%, evidenzia una generale amplificazione degli effetti distributivi: tra le grandi città Roma beneficerebbe del maggiore incremento dei trasferimenti (+16,5%), mentre la penalizzazione più elevata si avrebbe per Firenze e Napoli (-10,5%). Nel complesso circa il 90% degli enti subirebbe variazioni di risorse contenute tra il -15 e +15 per cento delle risorse storiche. Dati che portano l'Anci a sostenere la necessità di una "approfondita riflessione, in tutte le sedi istituzionali e scientifiche, sugli effetti della perequazione sulle diverse fasce di Comuni, il cui tessuto istituzionale e organizzativo è stato investito negli scorsi anni da tagli di risorse senza precedenti ed è tuttora alle prese con gli effetti restrittivi della riforma della contabilità". "L'impatto del riequilibrio di risorse alla luce dei fabbisogni non può non tener conto della riduzione di risorse intercorsa negli anni e anche del blocco ormai di due anni della leva fiscale" spiega l'associazione.
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Nel 2017 meno risorse ai piccoli Comuni, più a Roma







