Un appello ai consiglieri di maggioranza e minoranza, affinchè si ritiri il pecorino romano, e uno alla Regione, perchè intervenga con risorse proprie per affiancare il bando per gli indigenti su cui si è impegnato il ministro Martina. La doppia sollecitazione arriva dal consigliere regionale di La Base, Gaetano Ledda, che interviene sulla crisi dell'ovicaprino.
"L'unica misura possibile – spiega – è quella condivisa da tutti i soggetti del comparto: ammassare e ritirare il pecorino romano prodotto in eccesso dai trasformatori nella scorsa stagione con il pagamento del latte a ottanta centesimi al litro. Servono neanche trenta milioni di euro, nulla rispetto ai numeri del comparto. Un'azione che avrebbe la funzione di costruire un patto tra trasformatori e pastori e di stabilizzare il mercato per almeno un triennio.
Dal punto di vista giuridico ci sono diverse soluzioni per metterla in pratica – sottolinea Ledda – E se la Regione non riesce a fare il suo dovere facendo intervenire come in passato la Sfirs, come misura estrema potrebbe mettere i soldi nel bando per gli indigenti che il Ministero promette da tempo. Anche questa misura è già stata sperimentata con successo". Esponente della maggioranza, il consigliere della Base precisa: sono un consigliere regionale schierato con chi munge il latte e fa impresa, a prescindere dai colori, e voterò a favore delle sole iniziative che risolvano il problema immediatamente, perché io vivo nel mondo reale".







