EcoRadicali, l'associazione ecologista dei Radicali Italiani, promuove uno sciopero della fame per chiedere al Ministero dell'Ambiente e alle Regioni di non riaprire la caccia ai lupi. Finora sono 138 i militanti che hanno aderito. Il 2 febbraio è in programma la Conferenza Stato-Regione, per approvare un Piano per la conservazione del lupo che prevede la possibilità di abbattimenti controllati, in deroga al divieto totale dell'uccisione di questi animali in vigore da 46 anni. "Ogni anno, in Italia, vengono uccisi dai cacciatori di frodo almeno 300 lupi – spiega il segretario degli Ecoradicali, Fabrizio Cianci – ma per il Ministro dell'Ambiente la priorità non è aumentare controlli, ma liberalizzare ciò che è vietato dalle leggi nazionali, dai trattati e dalle direttive europee". Per gli EcoRadicali "si fa pagare al lupo il costo dell'inefficienza delle istituzioni". "Il vero problema – prosegue Cianci – è la mancata applicazione della legge 281/91, la legge che dovrebbe contenere il fenomeno del randagismo. In 26 anni le istituzioni non sono state in grado di risolvere il problema dei "cani vaganti" e si usa il Piano Lupo per introdurre deroghe alla stessa legge che permetterebbero abbattimenti di massa, come accaduto in Romania". I 138 aderenti allo sciopero della fame invieranno una foto del loro piatto vuoto al ministro: via e-mail o sui social con l'hashtag #SALVAiLUPI, ribadendo le ragioni della protesta nonviolenta. EcoRadicali promuoverà iniziative di disobbedienza civile anche il 2 febbraio.
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Piano lupo: sciopero fame 138 radicali contro caccia a lupi







