In un insediamento di nomadi su 4 (25,9%) manca l'acqua corrente. Quasi un campo su tre (31,3%) è sprovvisto di servizi igienici, quasi la metà (48,3%) di fognature, il 28,5% di energia elettrica. Il 69,7% è situato vicino a strade ad alto scorrimento e, in generale, solo nel 29,8% è presente un servizio di accompagnamento dei minori a scuola. E' quanto emerge dalla prima indagine istituzionale volta a censire gli insediamenti Rom, Sinti e Caminanti (Rsc) autorizzati e spontanei in Italia, svolta tra maggio e novembre 2014 e presentata oggi a Roma da Anci, Cittalia-Fondazione Anci Ricerche e Unar. Sui 606 Comuni con oltre 15 mila abitanti (82% del totale) intervistati, 206 (34% dei casi) registrano la presenza di comunità Rsc, in insediamenti o abitazioni civili, spesso in situazione di disagio ed emarginazione. Nel processo di inclusione "gli enti locali non vanno lasciati soli – ha affermato la Presidente della Commissione Immigrazione e Integrazione dell'Anci, Irma Melini – questa ricerca è fondamentale per fotografare la situazione ed è base scientifica per politiche concrete. Ora bisogna coordinare le risorse". "Il 14 febbraio ci sarà una riunione a Napoli con le 14 città metropolitane, l'Unar sarà il facilitatore, per la pianificazione delle politiche di inclusione", ha sottolineato il direttore generale dell'Unar, Francesco Spano. Il 72% dei 516 insediamenti Rsc censiti (29.435 le persone che vi vivono) si concentra in 5 regioni: Lombardia (88), Emilia Romagna (88), Lazio (79), Piemonte (65) e Toscana (52). Nei 71 insediamenti di Roma si registrano 6.559 presenze, nei 9 di Torino 2.279. La metà dei campi è presente da più di 10 anni. I più longevi sono in Lombardia (il 22,2% ha più di 20 anni, il 23,2% ha 11-20 anni) e in Emilia Romagna (il 19,6% ha 11-20 anni). In generale, il 28,5% non dispone di energia elettrica, il 33,5% di raccolta rifiuti. Mancano collegamenti con mezzi pubblici (44,4% dei casi), infrastrutture (81,8%) e strade asfaltate (28%). Il 18,8% è situato vicino a discariche e il 19,9% ha discariche all'interno. Per quanto riguarda gli interventi sociali, il 61,9% è interessato da attività di assistenza sociale, il 54,4% da scolarizzazione/mediazione scuola-famiglia, il 29,8% da accompagnamento dei minori a scuola, il 27% da integrazione socio-lavorativa, il 26,2% da sportelli socio-sanitari. Più marginali gli interventi di alfabetizzazione (11,8%) e formazione professionale (18,9%). L'Istat ha presentato "un'indagine pilota" sulle fonti di dati sulla popolazione Rsc nei comuni di Napoli, Bari, Lamezia Terme e Catania: emerge un quadro di "evidente criticità". "Mancano dati affidabili sulle comunità Rom, Sinti e Caminanti. Vi sono difficoltà tecniche, metodologiche e giuridiche che rendono difficile colmare il gap. Vanno trovati nuovi strumenti", ha concluso il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva.
Uncategorized Nomadi: emergenza servizi nei campi. Anci, sostenere i Comuni
Nomadi: emergenza servizi nei campi. Anci, sostenere i Comuni







