"Oltre un anno fa Eurallumina presentava alla Regione un progetto – afferma Css sindacato sardo – che prevedeva tra l’altro: la costruzione di una nuova centrale a carbone, l’innalzamento del bacino fanghi rossi fino a 46 metri di altezza, lo smaltimento di un quantitativo enorme di ceneri di carbone nel bacino medesimo e dichiarava di non essere in grado di sapere se i nuovi fanghi rossi prodotti sarebbero stati rifiuti pericolosi o non".
La Conferenza dei Servizi pare, secondo il sindacato, abbia richiesto 53 tra integrazioni e chiarimenti progettuali, di cui molti su aspetti qualificanti del progetto.
"Ora, dopo un anno la stessa Conferenza dei Servizi si trova a valutare lo stesso progetto rivisto ed aggiornato e pare che l’unico intoppo rimasto per l’approvazione sia di carattere formale (una controversia in tema di competenza paesaggistica tra Stato e Regione). Del nuovo progetto non è dato a sapere nulla. Pare di capire che la Conferenza dei Servizi, sicuramente pressata dalla politica, si appresta ad approvare un progetto-mostro, solo emendato e migliorato nei dettagli".
"Ci si domanda come le Istituzioni (Comune di Portoscuso in primis), prima di esprimersi – prosegue il Css – non sentano il dovere di informare la popolazione in merito a ciò che stanno approvando, altrimenti dobbiamo prendere atto che il ricatto occupazionale da parte dell’azienda (e/o gli interessi particolari) sono talmente forti che tutti debbono dire si. Come spesso accade, Eurallumina otterrà ciò che vuole (massimo profitto) e per la responsabilità di scelte discutibili avrà un doppio alibi all’interno delle Istituzioni che si palleggeranno la responsabilità. Dobbiamo fare in modo che almeno questa volta ci sia chi vorrà vederci chiaro in questa procedura ed andrà ad analizzare la regolarità di ogni aspetto tecnico e procedurale".







