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Consigli dell'Ordine degli avvocati "davvero plurali" e "multipartisan". Potrebbero aversi a breve grazie all'arrivo della "legge Falanga": il ddl per il quale tutte le forze politiche presenti in commissione Giustizia del Senato si sono dette d'accordo oggi nell'esaminarlo in sede deliberante, cioè senza passare dall'Aula. Abbreviandone sensibilmente l'iter parlamentare. Si tratta di un testo, spiega il proponente Ciro Falanga (Ala), che "corregge di fatto il decreto attuativo del governo" previsto dalla legge delega sull' ordinamento forense. La legge, infatti, per quanto riguarda la composizione dei Consigli, prevedeva il rispetto di tutte le minoranze. Nel decreto, invece, si parla solo di quella di genere e non di quella "politica". Così, Tar e Consiglio di Stato hanno accolto i ricorsi presentati in tutta Italia con i quali si chiedeva l'annullamento delle elezioni. Risultato: impasse in buona parte dei Consigli molti dei quali sono ora in prorogatio. "E per riparare alla lacuna – spiega Falanga – abbiamo messo a punto la regola dei due terzi".

La "regola dei due terzi" fissata nel disegno di legge Falanga, sottoscritto anche da esponenti di tutti i gruppi come Maurizio Buccarella (M5S), Giacomo Caliendo (FI), Tito Di Maggio (Di-Cor), Giuseppe Lumia (Pd), Carlo Giovanardi (Idea), Erika Stefani (Lega) e Maria Mussini (Misto), prevede di fatto che ogni avvocato elettore possa esprimere "un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere". Tradotto: se il Consiglio dell'Ordine degli avvocati dovrà essere composto, ad esempio, da 21 persone ogni votante non ne potrà indicare più di 14. "In questo modo – spiega Buccarella – in ogni Consiglio dell'Ordine verrà garantita la rappresentanza di più componenti" politiche, invece che di una sola come potrebbe accadere con la legge attuale. Nel testo, che a breve la commissione Giustizia voterà in sede deliberante, si garantisce anche la rappresentanza di genere (tornando all'esempio dei 21, dei 14 eleggibili da ogni elettore non se ne potranno indicare più di 9 dello stesso genere) e si riscrivono le procedure per il voto online. Tra le misure previste quella che potrebbe venire accolta con meno favore dagli avvocati italiani è quella contenuta nella norma transitoria secondo la quale non potrà essere eletto nei nuovi Consigli dell'ordine chi, all'entrata in vigore della legge, sia già stato componente dell'organismo "per un periodo non inferiore a 10 anni". Il divieto cessa quando sia trascorso, "dalla data di cessazione dalla carica, un numero di anni uguale agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato".