Deluse per l’occasione persa ma con la speranza che martedì prossimo arrivi il risultato, cioè il via libera dell’Aula alla doppia preferenza di genere nella legge elettorale statutaria. Non si arrendono le consigliere regionali e le rappresentanti delle associazioni che oggi in Aula hanno assistito al rinvio del voto sulla leggina di stralcio. “C’è molto dispiacere per non aver colto un’opportunità”, ha commentato Annamaria Busia (Campo progressista), anche a nome dell’associazione Heminas.
E’ sua una delle proposte di legge che hanno ispirato il testo approdato in Aula e ora di nuovo in commissione Autonomia per il mancato accordo su un emendamento relativo alla parità di genere nella composizione delle liste. La proposta di modifica prevede che nelle circoscrizioni con seggi dispari il numero dei candidati sia comunque pari (nel caso maggiorato di un’unità), mentre nelle circoscrizioni con meno di quattro seggi, come quello dell’Ogliastra, i candidati saranno comunque quattro.
“Capisco le perplessità sui piccoli collegi, ma si poteva continuare e votare il resto, cioè solo l’introduzione della doppia preferenza – ha detto l’esponente del Cp -. Confido, comunque, che martedì si definisca la situazione”. Di fronte all’opzione posta da Ganau, oggi Busia ha votato per procedere in Aula sullo stralcio non emendato. Al contrario, le altre tre consigliere – Alessandra Zedda (Forza Italia), Rossella Pinna (Pd) e Daniela Forma (Pd) – hanno scelto per il rinvio in Commissione. Rinvio che “non ha a che fare con la doppia preferenza – ha precisato Zedda – ma solo con l’emendamento; il mio partito, che ha già sciolto le riserve sul doppio voto, è totalmente in buona fede nel ritenere che siano opportuni nuovi approfondimenti”.
Rossella Pinna si è detta “costernata”, ma “ottimista sul fatto che i nodi dell’emendamento siano sciolti in Commissione”. “Dopo 437 giorni di lotta, a nome di tutti i sindaci e gli amministratori che si sono mobilitati, manifesto stupore per questo rinvio, attendiamo per valutare se l’Aula ha veramente l’interesse che la richiesta della società civile verso un cambiamento culturale avvenga”, è stato il commento di Lucia Tidu, una delle portavoci dell’associazione Meglio in due. “I tecnicismi della vigilia sono stati confermati, oggi la Sardegna ha assistito ad una regressione sociale, culturale ed anche umana messa in scena dai consiglieri regionali”, hanno attaccato le coordinatrici di Coordinamento 3 – donne di Sardegna.







