La nave Al Awda della missione Freedom Flotilla con destinazione Gaza per dare un aiuto e medicinali agli abitanti della striscia, è stata “attaccata violentemente dalle forze di occupazione israeliane mentre si trovava in acque internazionali”. Lo denuncia, in una nota, la Freedom Flotilla Coalition che fornisce la sua versione dei fatti accaduti domenica 29 luglio affermando che “la dichiarazione rilasciata dalle autorità israeliane che la nave è stata abbordata senza incidenti è falsa”.

Secondo gli attivisti, “uomini armati e mascherati sono saliti a bordo dell’imbarcazione e hanno aggredito diversi partecipanti disarmati picchiandoli con taser”. Inoltre viene denunciato che 18 persone dell’equipaggio della Freedom Flotilla sono trattenute nella prigione di Givon, in Israele, e due di loro hanno iniziato lo sciopero della fame. Per solidarizzare con gli attivisti arrestati, venerdì 3 agosto a Cagliari, una delle tappe del viaggio di avvicinamento a Gaza, è previsto un presidio in piazza.

Si chiede “ai governi nazionali di tutti coloro che sono stati sottoposti alle violazioni del diritto internazionale a intervenire e a chiedere il rilascio immediato e incondizionato” della nave, battente bandiera norvegese, di tutto ciò che vi era a bordo, incluso gli aiuti medici, e dell’equipaggio”. Gli attivisti temono che episodi simili possano coinvolgere anche lo yacht “Freedom”, un’altra imbarcazione della flottiglia che si sta dirigendo a Gaza.

Da parte sua la attivista israeliana Zohar Regev, che era a bordo della imbarcazione, ha confermato alla radio militare israeliana che, durante l’abbordaggio, verso i passeggeri e’ stato fatto ricorso ad ”un uso sproporzionato della forza”. Ha incluso, a suo dire, il ricorso a dissuasori elettrici Taser ed una applicazione molto dolorosa di manette di plastica. ”L’assalto ad una imbarcazione civile in acque internazionali – ha affermato – e’ un atto di coercizione, una forma di pirateria che non e’ accettata dal diritto internazionale”.

Sul piano politico, la Regev ha aggiunto di essere persuasa che, malgrado l’intercettamento in mare, il messaggio di solidarietà sia giunto egualmente alla popolazione di Gaza. ”Affinchè noi israeliani abbiamo un futuro – ha concluso – occorre che anche la gente di Gaza lo abbia”.

La marina militare – ha replicato la emittente – ha smentito da parte sua che sia stato fatto un uso sproporzionato della forza. Ha osservato che il ricorso ad apparecchi Taser e’ legittimo, cosi’ come l’intercettamento di una imbarcazione che ”si accingeva a forzare” il blocco marino di Gaza. Il carico di apparecchi medici e di medicinali trovato a bordo – ha concluso la emittente – sarà inoltrato oggi via terra a Gaza.

In sostegno delle vittime dell’attacco è stato organizzato per questa sera un flashmob a Cagliari, in piazza Garibaldi, alle ore 19:00.