Crescono le imprese in Sardegna. Nel secondo trimestre 2018 è di 907 il saldo tra nuove aziende e aziende cessate (+0,54% contro lo 0,52% nazionale): sono nate 2.614 attività mentre 1.707 hanno chiuso i battenti. Stabili le imprese artigiane: tra aprile e giugno sono nate nell’isola 511 nuove aziende e 513 hanno chiuso i battenti (un saldo di -2).

E’ quanto emerge dai dati sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre 2018 diffusi da Movimprese, la rilevazione condotta sui Registri delle imprese delle Camere di commercio italiane da Unioncamere-InfoCamere ed elaborati dalla Cna Sardegna. Anche se positivo, il dato del secondo trimestre di quest’anno segna un rallentamento rispetto al 2017. Il saldo attivo di 31.118 imprese è infatti inferiore di quasi 5mila unità rispetto a un anno fa, quando la crescita fu pari a 35.803 unità, e riporta la “natimortalità” imprenditoriale al livello del 2012 (+31.565).

Alberghi e ristoranti, commercio e agricoltura sono i settori cresciuti di più in valore assoluto nel trimestre. Attività professionali, servizi alle imprese, sanità e, di nuovo, il settore del turismo e dell’ospitalità quelli che hanno mostrato la dinamica più brillante in termini percentuali. “Purtroppo anche in Sardegna un numero crescente di imprenditori artigiani è costretto a chiudere bottega – commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna – Eppure, nonostante le enormi incertezze legate alla crisi, i sardi continuano a scegliere di fare impresa. Per questo devono essere aiutati”.

Come? “In primo luogo, come la Cna sostiene da tempo, semplificando gli adempimenti burocratici e la gestione aziendale. Un’ampia diffusione del digitale all’interno dei processi aziendali come nel rapporto con la Pa è vitale per rendere le imprese più forti e competitive – sottolineano Piras e Porcu – per questo guardiamo con favore al contributo che le Camere di commercio stanno dando alla diffusione del linguaggio 4.0 nel tessuto produttivo mettendo a disposizione della collettività piattaforme e servizi telematici”.