“Sui fondi alle periferie chi grida allo scandalo nasconde la verità”. Così il senatore del Movimento 5 stelle, Emiliano Fenu, ricordando che il decreto Milleproroghe “ha dovuto prendere atto di una sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale alcuni passaggi della legge del governo Gentiloni. Non a caso – spiega – l’emendamento è stato votato al Senato all’unanimità, quindi anche dagli stessi parlamentari del Pd”.
La proposta di modifica, sottolinea il senatore sardo, “provvede solo ad adeguare la normativa a quanto stabilito dalla Consulta” e “il governo ha salvato i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100 ed erano immediatamente esecutivi. Gran parte dei progetti invece presentavano molte carenze, non erano esecutivi e mai avrebbero potuto diventarlo”.
In ogni caso, assicura Fenu, “il decreto Milleproroghe non annulla l’efficacia delle convenzioni già concluse che riguardano i bandi per le periferie, ma le differisce al 2020, destinando nel frattempo le risorse già previste per le annualità 2018 e 2019 agli investimenti dei Comuni attraverso gli avanzi di amministrazione degli esercizi precedenti, risorse che altrimenti non potevano essere utilizzate”.







