Desidero rispondere al tentativo, alquanto “sciacallesco”, di Cristiano Sabino di rendermi corresponsabile di una tragedia, quella del Ponte Morandi di Genova, per la quale a seguito dei dovuti accertamenti giudiziari, saranno individuati in modo ben preciso i responsabili della mancate manutenzioni e di messa in sicurezza preventiva dell’ opera, è che nulla hanno a che fare con il sottoscritto ne politicamente ne moralmente.
Il tentativo maldestro e intellettualmente disonesto di Sabino di inserirmi nella lista dei difensori dei Benetton è, a dir poco, ridicolo. Capisco che attaccando me, in qualità di Sindaco di Sassari, voglia canalizzare su di se un po’ di notorietà riflessa, ma nel rispondere al Sabino in realtà desidero parlare a chi mi osserva, mi sostiene o mi critica, affinché sia definibile l’esatto mio pensiero e quindi non sovrapponibile a becere accuse di collateralismo.
Confermo innanzitutto il mio pensiero a proposito del sistema economico di un Paese come il nostro e di tante altre potenze economiche mondiali di cui dirò dopo: “Privatizzazione o Statalizzazione dimostrano che in entrambi i sistemi si annidano e prosperano, profitto corretto o indebito, corruzione, collateralismi. La storia ci ha dimostrato che esistono efficienza, valore sociale, onestà e competenza in tutti e due i sistemi».
Un pensiero che si basa solidamente sul nostro dettato costituzionale che è la sintesi per la nostra convivenza nazionale, una costituzione nata dalla convergenza delle grandi correnti di pensiero comunista e socialista, liberale e cristiana.
Agli articoli 41 e 42 della nostra costituzione si esprimono i fondamenti sui quali i comunisti italiani come me si sono sempre ancorati, superando perciò ogni altra disquisizione teorica o ideologica sul capitale e il lavoro. L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
Già battersi ogni giorno da Sindaco, da cittadino, per l’affermazione e compiutezza di questi due articoli è, secondo me, rivoluzionario!
Il Sabino sedicente anarco-comunista-indipendentista, volendo fare di tutte le variopinte erbe della sinistra italiana un unico fascio, mi richiama ad una supposta ed univoca coerenza alla dottrina comunista che del resto non è mai esistita, vedasi a tal proposito le infinite discussioni teoriche tra i marxisti, socialisti o comunisti, massimalisti o riformisti, le quali possono appassionare ben pochi altri.
Per quanto mi riguarda alla tipologia di comunismo al quale mi riferisco, non ho ripensamenti circa la mia adesione all’elaborazione della singolare e originale teoria dell’ “eurocomunismo” di Enrico Berlinguer e della cosiddetta possibile “terza via” tra socialismo realizzato e capitalismo, conseguente ad un’analisi del cosiddetto socialismo, o comunismo realizzato che, accanto alla prima critica Gramsciana, in epoca più recente giunge alle conclusioni del P.C.I. guidato proprio da Berlinguer.
Il Sabino nel suo scritto evita accuratamente di prendere in esame anche altre situazioni che meriterebbero la sua critica, come è la mia, sull’attuale sistema comunista e capitalista per eccellenza rappresentato dalla Cina, anch’essa “sedicente” comunista.
Richiamare il caso del popolo Mapuche per esemplificare il fatto che non esiste una faccia buona del capitalismo, e che quello che noi chiamiamo progresso, per i nativi della Patagonia è solo sinonimo di distruzione e morte, non è sufficiente a rappresentare la complessità del mondo moderno.
Condivido con Sabino una sola cosa e cioè che va difesa e ribadita l’esistenza del popolo Mapuche che precede la stessa istituzione dello stato argentino, come riconosciuto nella Costituzione argentina. Che va denunciato come le multinazionali capitalistiche hanno espropriato le comunità indigene. Che occorre far si che l’Argentina, sia nella sua costituzione sia nelle norme nazionali, ma anche attraverso la ratifica di diversi strumenti internazionali fondamentali, come la Convenzione n. 169 della Organizzazione Internazionale del Lavoro, riconosca davvero i diritti umani dei popoli indigeni: il diritto ad un territorio ed alle risorse naturali, il diritto all’autodeterminazione, e il diritto di stabilire le proprie priorità per lo sviluppo, e il rispetto dei propri costumi.
Ma non ho visto alcuna critica del Sabino alla Cina capital-comunista dove dopo Mao, con le riforme di apertura promosse da Deng Xiaoping negli anni ottanta, il libero mercato si è sviluppato con l’appoggio di uno Stato autoritario, il quale ha promosso il capitalismo facendosi gestore di una certa forma di neoliberalismo, tra i più beceri e irrispettosi della dignità umana.
La Cina a partire da Deng Xiao Ping teorizza l’utilità, “ai fini dello sviluppo del socialismo, di metodi e mezzi sviluppati in ambito capitalista, affidando al mercato un ruolo regolatore ausiliario sotto l’orientamento dell’economia pianificata”. Addirittura dice che “noi cinesi dobbiamo imparare dai popoli dei Paesi capitalistici. Mentre importeremo tecnologia avanzata e altre cose per noi utili dai Paesi capitalistici in modo selettivo e pianificato, non impareremo mai né importeremo il sistema capitalista.”
La Cina è il paese al mondo in cui si eseguono più condanne a morte, nel 2007, Amnesty International ha raccolto notizie su 470 esecuzioni, ma ne stima un totale di almeno 6000 nell’arco dell’anno con un’incidenza dell’85,4% sul totale mondiale. In Cina non esistono sindacati indipendenti, ma solo quello governativo ed è severamente vietato lo sciopero.
In Cina vengono applicate gravi limitazioni alla libertà di informazione, alla libertà religiosa, quella di parola e persino alla libertà di movimento dei cittadini.
Oggi la Cina, seconda economia mondiale, continua a farsi promotrice dell’idea che il capitalismo possa funzionare anche senza democrazia.
Tutto ciò che accade nel paese del comunismo-capitalismo realizzato e forse non può interessare all’anarchico Sabino, ma lui certamente non può ergersi a depositario di una supposta ortodossia comunista, e tutti i sinceri democratici dovrebbero mobilitarsi per l’affermazione dei nostri principi costituzionali in Italia e all’estero e specie in Cina è non solo in Patagonia.
Nicola Sanna
Sindaco di Sassari
I Benetton, la sinistra italiana, il ponte Morandi e i Mapuche







