Dopo cinque partite senza vincere, la Lazio ritrova i tre punti in campionato battendo il Cagliari per 3-1. Poca voglia di parlare di Simone Inzaghi che in conferenza stampa si limita a osservare: “I ragazzi sono stati bravi, hanno interpretato al meglio la partita, avremmo forse meritato anche qualche gol in più. Ci godiamo una vittoria che mancava da troppe partite e da stasera penseremo alla gara di mercoledì di Bologna. La sostituzione di Luis Alberto? Ha avuto un principio di crampi ma nulla di grave”.

Un successo limpido che è arrivato anche grazie al cambio di modulo con Correa e Luis Alberto alle spalle di Immobile, anche se Inzaghi obietta: “Non abbiamo cambiato più di tanto – le sue parole – l’importante è come si interpreta e oggi i ragazzi sono stati bravi a farlo. La vittoria per come siamo scesi in campo togliendo certezze al Cagliari”.

A sbloccare il match è stato Milinkovic-Savic, a segno dopo 90 giorni di astinenza: “Il gol mi mancava tantissimo, avevo segnato contro il Genoa e l’ho cercato da allora. Ho lavorato giorno per giorno e adesso spero di continuare a farne tanti altri. Non sapevo come esultare, ringrazio anche i compagni che mi sono venuti subito ad abbracciare perché sapevano quanto mi mancava il gol”, dice il serbo, che sul momento biancoceleste rivela: “Abbiamo tutti il sorriso sulla faccia. Siamo uniti e carichi. Anche la cena ci ha aiutati in questo senso. L’importante ora è giocare partita dopo partita e collezionare risultati positivi”.

A lungo in affanno, i rossoblù hanno trovato il gol della bandiera solo nel recupero con un rigore segnato da Joao Pedro. Troppo poco, nonostante i cambi della ripresa, per impensierire una Lazio finalmente affamata: “Oggi non siamo riusciti a mettere in campo quel che siamo soliti mettere e con la Lazio diventa difficile. Sappiamo che nel nostro dna c’è il ribattere colpo su colpo, oggi non ci siamo riusciti. Questa deve essere una molla – ha spiegato in conferenza stampa Maran – da domani iniziamo a preparare queste due partite senza sentirci mortificati. Bisogna usare questa sconfitta come stimolo”.