I pastori sardi sono già tornati al lavoro in campagna dopo l’assemblea di questa mattina a Tramatza. Nenneddu Sanna, uno dei portavoce, raggiunto telefonicamente conferma. “Stiamo tornando a conferire il prodotto, innanzitutto perché – spiega – tirare avanti a sversare il latte stava diventando impossibile. Ma è anche una scelta di civiltà e di responsabilità. Purché – avverte – non si approfitti della situazione e si trovi una soluzione”.
Questa mattina la riunione degli allevatori ha dato il via libera alla prosecuzione del negoziato. “Era giusto fare chiarezza – sottolinea Sanna – per capire se era necessario proseguire o no con i tavoli. Abbiamo raccolto le firme per incaricare la delegazione a trattare. Ma sia chiaro che poi le decisioni, una vola ascoltate le proposte degli interlocutori, saranno prese tutte insieme dai pastori”. La strategia è la stessa di queste settimane.
“Puntiamo a un prezzo minimo di 80 centesimi – ribadisce Sanna – si tratta di otto centesimi in più rispetto alla proposta uscita dalla prefettura di Cagliari, ma per noi sono importanti. Non esiste che per non far chiudere gli industriali, poi dobbiamo chiudere noi”. E si aspetta anche il mercato. “La richiesta per il mancato conferimento di queste settimane c’è. Ora – dice l’allevatore – aspettiamo”.







