Fabio Serventi, 24enne, era scomparso a fine marzo a Perdaxius, nel Sulcis Iglesiente. I militari dell’Arma hanno fermato Andrea Pinna, 35enne di Perdaxius, con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere.

Il giovane al momento è nel carcere a Uta (Cagliari), in stato di fermo, convalidato dal Gip del Tribunale di Cagliari, Giampaolo Casula. Il giudice ha anche disposto la custodia cautelare in carcere del giovane – prelevato giovedì dalla sua abitazione dai carabinieri – temendo l’inquinamento probatorio e il rischio di reiterazione del reato. Pinna, difeso dall’avvocata Barbara Fenu, si è sostanzialmente avvalso della facoltà di non rispondere nell’ udienza che si è tenuta da remoto per le norme imposte contro i contagi da covid-19.

Fabio si trovava a casa con i nonni con i quali vive, poi sarebbe uscito e da allora non si hanno più sue notizie.

Il nonno, sentito dai militari dell’Arma, aveva raccontato che il nipote sarebbe salito su un’auto che si era fermata davanti alla porta dell’abitazione, in ciabatte.

Ci sarebbe la ricerca dei soldi per acquistare la droga dietro la scomparsa di Fabio Serventi, 24 anni, sparito a fine marzo da Perdaxius, nel Sulcis Iglesiente. E’ quanto emerge dal fascicolo d’indagine a carico del compaesano Andrea Pinna, 35 anni, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. La documentazione è stata messa a disposizione dell’avvocata Barbara Fenu, difensore sia del 35enne il cui fermo è stato convalidato oggi dal Gip Gianpaolo Casula, che altri giovani finiti a vario titolo nell’inchiesta del pm Luca Forteleoni.

L’indagine dei carabinieri è ancora lontana dall’essere chiusa, dunque tutto viene tenuto sotto stretto riserbo. In queste settimane, la famiglia del giovane sparito – assistita dall’avvocato Gianfranco Trullu – ha cercato disperatamente di ritrovare il ragazzo. Il fermo del 35enne ha fatto piombare i genitori nel terrore. Nei giorni scorsi, i carabinieri con i militari del Ris erano andati a perlustrare una discarica alla ricerca di elementi utili all’inchiesta. Stando alle poche indiscrezioni trapelate, a Pinna gli inquirenti sono arrivati andando a ritroso per verificare il passaggio di mano dello scooter di Fabio Serventi che sarebbe stato rubato e rivenduto.