La videoconferenza del Presidente Solinas che di fatto accusa i sindaci di non essere stati all’altezza e di aver bloccato le sue aperture ha visto la dura reazione da parte di interi settori della società.

Le reazioni più dure proprio dai sindaci, Cristina Sedda, la prima cittadina di Ovodda scrive: “Illustrissimo Presidente, la mia è una semplice esternazione da sindaco di campagna quale sono. Poiché penso che cittadini e istituzioni vivano di fiducia reciproca, prima che di ordini e di sanzioni, nelle mie funzioni di sindaco di Ovodda, ho autorizzato, con mia ordinanza, la ripresa, dall11 maggio, di tutte le attività consentite nel territorio comunale – scrive la Sedda – sottolineo che ho fatto questo nonostante che la sua posizione mi fosse sembrata, fin da subito, pilatesca e avessi dubbi sulla legittimità”.

“Ma, per rispetto nei confronti dei miei concittadini, seguendo le sue indicazioni, ho emesso l’ordinanza necessaria alla riapertura – prosegue la sindaca – ordinanza che é stata bloccata, immediatamente e personalmente, dal Prefetto di Nuoro e che ho dovuto, il 12 maggio, revocare, in quanto, come prevedibile, totalmente illegittima”.

“Oggi, in totale spregio del lavoro e delle responsabilità di noi sindaci, Lei Presidente ci accusa di non aver voluto adempiere alle indicazioni date, e proclama di volersi sostituire a noi nel coraggio degli atti, tacciandoci, implicitamente, di codardia e incompetenza – commenta duramente la Sedda – Presidente, non avevamo bisogno di questo, avremo invece avuto bisogno di chiarezza e supporto. Circa 80 atti, dai primi di marzo a oggi, regionali e nazionali non hanno contributo in alcun modo a semplificare, a livello locale e in un momento così delicato, le nostre attività, ma che non ci riconosca neppure le difficoltà in cui ci muoviamo e le responsabilità che come sindaci dobbiamo farci carico, denota, purtroppo, una totale mancanza di rispetto e comprensione del primo livello istituzionale”.