Salta per la mancanza del numero legale la riunione della Commissione lavoro del Consiglio regionale, convocata per svolgere una serie di audizioni tra cui quella con i sindacati sull’attuazione accordo per la cassa integrazione. Tra i banchi del parlamentino solo i componenti di minoranza, mentre quelli della maggioranza non si sono presentati nonostante i due rinvii in serata proposti dal presidente Alfonso Marras (Riformatori).
Infuriate le opposizioni dei centrosinistra che annunciano battaglia e hanno convocato una conferenza stampa per domani. E se i Progressisti si dicono “indignati”, Pd e M5s chiedono le dimissioni del presidente Marras, che “ancora una volta viene abbandonato in solitudine dalla sua traballante maggioranza di centrodestra. All’attacco della maggioranza anche i sindacati che parlano di “gaffe politica”, oltre che di “mancanza di rispetto per il Consiglio e il popolo sardo” e “completo disinteresse verso i temi del lavoro e della solidarietà sociale”.
I segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, denunciano poi “la responsabilità della Giunta e della maggioranza nei gravissimi ritardi sulla cassa integrazione in deroga e nella mancata attuazione dell’Intesa che avrebbe dovuto dare tutele ai lavoratori più deboli. A due mesi dalla firma, non esiste traccia delle misure promesse per tutti i lavoratori esclusi da altri sostegni, stagionali, atipici, lavoratori domestici, collaboratori sportivi e dello spettacolo, per i quali, nel frattempo, è arrivato il decreto Rilancio del governo nazionale. Così pure non esiste alcun riscontro dell’impegno a confrontarsi sulle strategie di rilancio economico, sulle politiche sociali e sanitarie, sulla ripartenza delle attività scolastiche, sulle quali i sindacati hanno continuato ad avanzare proposte e sollecitare incontri”.
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