Non solo coronavirus, ma anche vecchie questioni non ancora risolte come la cassa integrazione per i lavoratori del Porto canale di Cagliari, in scadenza a settembre, o la situazione di AirItaly. Sono questi i motivi che hanno spinto i maggiori sindacati, Cgil, Cisl e Uil ad annunciare la “vertenza trasporti della Sardegna”. Il 26 giugno verranno convocati i “quadri” e il 3 luglio ci sarà lo sciopero generale con manifestazioni davanti alle prefetture.

Una delle denunce più rimarcate dai sindacati è la scarsa attenzione che la Regione ha tenuto in questi mesi: “Siamo stati ascoltati solo una volta – hanno spiegato – per parlare di Arst”. Sul tema aerei – hanno ricordato le tre sigle – la chiusura e il traffico limitato hanno creato dei problemi non solo ai bilanci ma soprattutto ai lavoratori in cassa integrazione sino al 31 dicembre. E così i porti. Per tantissimi dipendenti – precisano Cgil, Cisl e Uil – sono scattati gli ammortizzatori sociali. Anche il trasporto pubblico locale sta soffrendo.

“In questo caso – hanno denunciato i sindacati – l’iniziale e giusto contingentamento che potevano viaggiare in treno, bus e metro deve trovare necessariamente altre modalità di intervento. Si parla di migliaia di lavoratori di aziende pubbliche e private che, oltre a subire una decurtazione dei salari, rischiano seriamente di perdere l’occupazione. Servono soluzioni: in altre regioni-anche con il confronto con i sindacati- sono state trovate”.

La richiesta: “Non si vede un minimo di programmazione: serve una svolta immediata”.