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Dopo un un periodo di silenzio stampa, scelta fatta per vari motivi, visto anche il mio licenziamento che  hanno attuato i vertici Aias, ora vorrei di nuovo aggiornare sui recenti sviluppi. 
 
 
Ieri ho ricevuto nel mio conto corrente i primi soldi dal sistema di tutela dello stato per chi perde il lavoro e viene erogato dietro richiesta del lavoratore all'Inps. L'assegno si riferisce ad un primo acconto del mese di maggio, la domanda io l'avevo inoltrata il 10 Aprile, è passato tra questa e l'effettiva erogazione dunque giusto il tempo di essere accettata dopo l'accertamento della sussistenza dei requisiti.
 
 
Ora veniamo a noi, ma vi immaginate che paradossalmente rischio di stare meglio economicamente ora che sono in Naspi rispetto a quando lavoravo all'Aias? Verrebbe quasi da dire ai miei colleghi di licenziarsi in massa per giusta causa, così da mettersi al sicuro dal punto di vista economico, vista la tempestività dell'Inps nell'aiutare  sotto l'aspetto economico e contributivo.
 
 
La domanda che pongo a tutti, cittadini e politici, é la seguente: come è possibile permettere tutto quello che sta accadendo ai lavoratori Aias, soprattutto quando chi ha il coraggio di dire basta a questo sistema sbagliato viene licenziato e paradossalmente va a stare meglio? C'è qualcosa che non torna. 
 
 
Quindi l'appello che mi sento di fare a chi ha il potere di porre fine a queste ingiustizie perpetrate nei confronti dei lavoratori Aias sia per quanto riguarda l'anomalia ecconomica, ma non solo, è che si adoperi al più presto, perché altri seguiranno il mio esempio sia per quanto riguarda il licenziamento fatto dai vertici Aias (vedi il caso del collega Antonello Repetto), sia per quanto riguarda tutti coloro che mi hanno comunicato il loro futuro licenziamento chiesto da loro stessi per giusta causa". 
 
 
Armando Ciosci, Segretario USB del Sulcis Iglesiente