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"Uniformare attraverso l'Ats l'approccio sulla presa in carico dei lavoratori ex esposti ad amianto". E' questa, secondo l'assessore alla Sanità Luigi Arru, la novità più importante del protocollo sull'assistenza agli ex esposti aggiornato con una delibera di Giunta. "Abbiamo voluto puntare sull'omogeneità – spiega Arru – partendo dalle esperienze positive in alcune Asl, per poi diffonderle rapidamente integrandole con le Aziende universitarie e il Brotzu. Il documento prevede anche approfondimenti sanitari sui soggetti più a rischio fin dalla prima fase della sorveglianza sanitaria".

"La nostra Regione – precisato l'assessore – ha da oltre dieci anni una apposita legge e finanzia ogni anno la sorveglianza sul territorio con proprie risorse. Era però importante uniformare questa assistenza e cercare di raggiungere il maggior numero di persone esposte, per vari motivi, all'amianto". Il percorso operativo di sorveglianza prevede una richiesta di partecipazione spontanea, da parte dell'ex esposto, alla struttura sanitaria di riferimento preposta per l'iscrizione nel'apposito registro. I soggetti definiti non ex esposti verranno indirizzati alla struttura sanitaria per un counselling, comprendente una corretta informazione sugli stili di vita più adeguati da seguire al fine di ridurre la possibilità di insorgenza di possibili patologie.

Gli altri saranno iscritti nel registro e avviati alla sorveglianza sanitaria. Dal 2010 al 2014 sono state iscritte 1.917 persone: su 424 sono state riscontrate patologie absesto correlate, quindi legate all'esposizione all'amianto. Le prestazioni sanitarie, tutte gratuite, comprese nella sorveglianza vanno dalle visite specialistiche (cardiologica, pneumologica, urologica, chirurgo-toracica ecce cc) agli esami di laboratorio a quelli strumentali.