Sono da poco passate le sei quando alla Sala Operativa della questura di Cagliari arriva una chiamata: “Sentiamo delle urla disperate, ma non sappiamo da dove provengono”. La zona è intorno al faro di Calamosca.
Due Volanti accorrono sul luogo. I poliziotti, insieme all’uomo che li ha avvertiti, si mettono a pattugliare a piedi la scogliera per cercare di individuare il luogo da dove arriva la richiesta di aiuto. Percepiscono a un tratto una voce da sotto uno sperone di roccia. Si tratta di una ragazza di 20 anni, immersa nell’acqua fino alla gola che cerca disperatamente di non annegare aggrappandosi a una roccia.

L’unico modo per raggiungerla è quello di tuffarsi e arrivare via mare, ma la parete di roccia è alta quasi 15 metri. Si fa avanti Alessandro, poliziotto con la passione per il mare e la vela. Si spoglia e si tuffa raggiungendo la 20enne. È in evidente stato di ipotermia ed ha il volto viola. Gli altri colleghi rimasti sulla scogliera, Daniele Stefano e Antonello, fanno cordone in modo da raggiungere la ragazza per tirarla su, mentre Alessandro l’aiuta a salire.
Con non poca fatica la donna viene portata in salvo. Nel frattempo Alessandro non potendo arrampicarsi in quel punto impervio nuota per qualche metro per poi risalire in un luogo più agevole.
La giovane è stata tenuta in osservazione all’ospedale, pare fosse caduta dalla scogliera.







