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No degli esperti del Coordinamento pro su Sardu Ufitziale al testo unico sulla lingua sarda che si discute in questi giorni nella II Commissione del Consiglio Regionale.
 
La richiesta? Subito una revisione prima dell'approdo in aula. Perché? Secondo il Csu, se la norma dovesse essere approvata dal Consiglio, ci potrebbe essere uno "schiacciamento della questione linguistica sulle forme folkloristiche tradizionali a discapito di forme contemporanee, innovative e nuove di una lingua normale".
Il coordinamento teme anche la possibile "esclusione dalla normativa scolastica di gallurese, sassarese e tabarchino". Il Csu denuncia anche la possibilità di un caos normativo. Si potrebbe verificare – continua il coordinamento- anche una "contrapposizione sterile e velleitaria col mondo culturale che si esprime in italiano a causa della definizione di "lingua e cultura propria della Sardegna" attribuita solo a chi si esprime in sardo".
 
Conclusione. "L'effetto di queste norme – spiega l'associazione linguistica – sarà quello di screditare definitivamente la lingua sarda a livello italiano e internazionale impedendone il riconoscimento a ogni livello".