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Partiranno domenica 27 alla volta di Roma, i 300 operai dell'Alcoa di Portovesme che lunedì 28 saranno in presidio davanti al ministero dello Sviluppo economico in occasione del vertice convocato dal sottosegretario Claudio De Vincenti con i rappresentanti della Regione Sardegna e dei sindacati.

   L'obiettivo è di accelerare la cessione dello stabilimento dopo mesi di trattative con i possibili acquirenti, su tutti gli svizzeri della Klesh. Una corsa contro il tempo per evitare il licenziamento collettivo dei lavoratori (tutti attualmente in cassa integrazione) che scatterà il 1 gennaio 2014. Soffre anche l'indotto: per 160 dipendenti è già stata decisa l'espulsione dal ciclo produttivo. E sale la preoccupazione tra le organizzazioni sindacali.

   "Ci risulta che altre tre imprese d'appalto abbiano intenzione di procedere con i licenziamenti collettivi, mandando in mobilità da gennaio circa ottanta persone – sottolinea il segretario della Fiom del Sulcis Iglesiente Roberto Forresu – Diventa quindi sempre più stringente l'attivazione di un percorso per far ripartire la fabbrica e, allo stesso tempo, far funzionare di nuovo l'intera filiera dell'alluminio”.