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“Sono sempre stato contro la politica dei condoni, l'ho detto in più occasioni. La risposta ai problemi è la programmazione e la pianificazione del territorio, i condoni sono esattamente l'opposto". E' l'atto d'accusa del ministro all'Ambiente, Andrea Orlando, arrivato questa sera in Sardegna per incontrare i sindaci dei Comuni colpiti dall'alluvione e per effettuare domani mattina un sopralluogo nelle zone danneggiate dal maltempo.

   Un'analisi a tutto tondo quella del ministro, che ha puntato il dito contro l'abusivismo edilizio. "Io ho stanziato 10 milioni di euro per l'abbattimento di tutti gli abusi edilizi realizzati in area di dissesto idrogeologico e a rischio idrogeologico – ha detto il ministro – costruire 15 anni fa era un conto, mentre costruire oggi è un altro. I cambiamenti di carattere climatico ci sono stati. Le tombature dei canali, la deviazione dei fiumi che magari avevano un senso 15 anni fa che non era conclamato il fenomeno della violenza della pioggia oggi non è più pensabile".

La nottata è trascorsa relativamente serena, nella zona colpita dall'alluvione di lunedì scorso che ha seminato morte e distruzione in Sardegna. La pioggia ha dato una tregua, e la situazione sta lentamente tornando alla normalità.

   Questa mattina il ministro all'Ambiente, Andrea Orlando, ha iniziato i sopralluoghi nei Comuni maggiormente danneggiati dall'alluvione, primo fra tutti Torpè dove effettuerà un sopralluogo alla diga Maccheronis. A Torpè Orlando ha incontrato i sindaci della zona con i quali ha fatto il punto della situazione. Con lui oltre al commissario per l'emergenza Giorgio Cicalò (capo della Protezione Civile della Sardegna) c'è anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e l'assessore regionale dell'Ambiente, Andrea Biancareddu.

   Il ministro poi è atteso di nuovo a Olbia, dove era arrivato ieri sera, per una visita nei quartieri più colpiti dall'alluvione.  Intanto sono riprese le ricerche dell'unica persona ancora dispersa, l'operaio di Bitti, Giovanne Farre, 61 anni, trascinato via dalla corrente nel suo terreno al confine con Onanì. Al lavoro ci sono le squadre dei Vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile.   

a Orlando il preisdente della Regione Ugo Cappellacci ha chiesto lo sblocco del patto di Stabilità e l'allentamento della pressione fiscale e procedure straordinarie. "La Sardegna soffre un divario infrastrutturale – ha osservato Cappellacci – che incide anche sulle opere necessarie per la difesa del suolo e per contrastare il rischio idrogeologico. Per questo é necessario che il superamento del patto di stabilità riguardi anche le azioni necessarie ad evitare le emergenze e non solo quelle inerenti ad affrontarle".
 
 Il governatore ha altresì puntualizzato che la mancata spesa dei fondi citati dal ministro dell'Ambiente è dovuta proprio al patto di Stabilità e alla eccessiva rigidità della Ragioneria dello Stato circa la necessità di spendere per competenza e non per cassa.
 
"Per altre Regioni del Nord – ha evidenziato – vi é stata un sensibilità diversa. Confidiamo che in questo momento prevalga un sentimento di leale collaborazione istituzionale
anche con la nostra isola. Altro problema è quello della necessità di non trovarsi più, almeno in questi casi, in situazioni incagliate da intoppi burocratici: per rendere più
efficace la difesa del suolo si utilizzino procedure straordinarie e anche gestioni commissariali che, nel rispetto della trasparenza, assicurino la massima efficienza e tempi certi".