"Chi governava la Regione in questi cinque anni non si è accorto della crisi e non ci ha preparato abbastanza".
Lo ha detto il candidato a governatore del centrosinistra per le regionali in Sardegna del 16 febbraio, Francesco Pigliaru, durante la presentazione ufficiale delle 11 liste che compongono la coalizione (Pd, Centro democratico, RossoMori, Psi, La Base, Sel, Partito dei Sardi, Rifondazione Comunista-Pdci, Irs, Verdi-Id e Upc).
"Una coalizione variegatamente ampia – ha spiegato l'economista sassarese in una conferenza stampa – si parte con liste autorevoli, profondamente rinnovate per pensare ad un governo regionale che oggi ha un compito molto molto difficile, perchè bisogna pensare non solo all'oggi, ma anche al domani che è molto diverso dal passato".
La campagna elettorale di Pigliaru inizierà venerdì sera, dalla Fiera di Cagliari, e quindi sabato a Sassari, al Teatro Verdi, domenica mattina ad Oristano al Teatro Garau e lunedì sera a Nuoro, al Teatro Eliseo.
Sulla questione dei candidati alle regionali del 16 febbraio, che risultano indagati dalla Procura di Cagliari sull'utilizzo dei fondi ai gruppi del Consiglio regionale, il candidato governatore del centrosinistra, Francesco Pigliaru, ha detto stamani che "quello che conta è che davanti a problemi importanti come questo le scelte sono state fatte, a partire dal passo indietro di Francesca Barracciu, che è andata ben oltre il codice etico del Pd".
Secondo Pigliaru, che questa mattina nella sede del Pd a Cagliari ha presentato le 11 liste che lo sostengono, la coalizione di centrosinistra ha avuto "coraggio e determinazione su un problema specifico" e che le "liste che ho visto con attenzione sono autorevoli, di ottima qualità e nel quale persone le coinvolte nell'indagine sui fondi hanno ritenuto in stragrande maggioranza di non partecipare". Pigliaru ammette che "il passato ha creato qualche difficoltà, ma ora siamo pronti a partire per recuperare il tempo perso e adeguarci al futuro che è già qui. Ora si rema tutti insieme"
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Pigliaru mette il lavoro tra le priorità. "La cassa integrazione in deroga è aumentata in Sardegna del 500% mentre nel Mezzogiorno del 260%, gli ammortizzatori sociali in generale del +160%, 56% nel Sud e, sempre in questi anni, si sono persi oltre 70 mila posti di lavoro e ci sono 100 mila disoccupati: si sono fatte tante promesse elettorali ma la Sardegna è in caduta libera e ci stiamo arrivando impreparati. Questa è la vera emergenza".
Il candidato di centrosinistra parla di "ferite anziché opportunità" e di "competenze diventate obsolete", mentre in altri territori stanno nascendo nuove imprese, "start up con idee che anticipano dove va il mondo che non vuol dire guardare alla Cina, ma all'Europa". Secondo Pigliaru esistono, infatti, alcuni territori che puntano "su equità e pari opportunità per tutti", perché "si crea sviluppo se tutte le persone sono in grado di dare un contributo nella stessa direzione".
Si parte quindi con l'obiettivo di realizzare un'istruzione "di qualità e diffusissima, che non vuol dire solo laureati", per proseguire con una "rete di protezione sociale attiva e non solo passiva, per collegare la garanzia di reddito all'acquisizione di competenze che le persone in difficoltà non hanno avuto la possibilità di avere per storia personale o per altri fattori".
Pigliaru e il centrosinistra vogliono dare anche attenzione all'impresa, "perché – sottolinea l'aspirante governatore – il lavoro lo crea l'impresa e non il settore pubblico". Ecco che assume rilevanza la "semplificazione amministrativa, trasparenza, tempi certi, servizi e zone franche contro la cattiva burocrazia. Queste funzionano bene – attacca – e non quella che viene raccontata da Cappellacci, che rischia di creare carenza di servizi pubblici, e chi è ricco potrà sostituire acquistando servizi privati, mentre chi è povero rimarrà sempre più indietro, in una società meno equa e con minori possibilità di sviluppo".
La ricetta di Pigliaru è quella di proseguire, "in un contesto di sostenibilità", nel percorso "già tracciato dal Pd in Consiglio regionale, con la proposta, poi diventata legge, per la riduzione dell'Irap: "meno tasse alle imprese, alle famiglie, senza mettere in pericolo la qualità dei servizi".
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"Vogliamo confrontarci con tutti in una campagna elettorale che spero sia ricca di contenuti e non sia fatta di risse. Ora attendiamo di conoscere il programma di Michela Murgia, che leggerò con attenzione".
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L'alleanza del centrosinistra, per la prima volta, con gli indipendentisti di Irs e con i sovranisti del Partito dei Sardi rappresenta una "sperimentazione concreta di assunzione di responsabilità". Ne è convinto il candidato governatore alle elezioni regionali del 16 febbraio in Sardegna, Francesco Pigliaru.
"Nessuno è contrario al concetto di sovranità per principio, perché – ha spiegato – vogliamo tutti attribuire sovranità per fare le cose bene. Un sardo conosce meglio di un burocrate romano quali sono i problemi dell'Isola. Noi, però – ha aggiunto – abbiamo già spazi di autonomia importanti e non li stiamo usando bene. Ad esempio, chi ce lo ha impedito di avere dei servizi per l'impiego di qualità? Se le cose vanno male la responsabilità è nostra. E quando avremo usato bene questi spazi di autonomia, ragioneremo su come estenderli e in quali campi".
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