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Dopo aver già inviato, negli ultimi giorni del 2013, una prima lettera, rimasta per il momento senza risposta, ai Ministri degli Esteri e della Difesa, il presidente dell'Ente Parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena, Giuseppe Bonanno, ha scritto una nuova lettera, indirizzata anche al ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, e al commissario per l'Ambiente dell'Unione europea, Janez Potocnik, illustrando le motivazioni, anche di carattere normativo, per le quali un'operazione come quella che prevedrebbe lo stoccaggio di armi chimiche provenienti dalla Siria all'interno dei confini di un Parco Nazionale sarebbe totalmente inopportuna".

   “La ultra cinquantennale occupazione militare, la quota sterminata di territorio dedicata a poligoni, esercitazioni e test di guerra, costituiscono un dazio pesantissimo che i sardi pagano agli interessi della Difesa ed all'Alleanza Atlantica. È assurdo pensare che ora si possa anche considerare la Sardegna alla stregua di una pattumiera di sistemi d'arma (peraltro pericolosissimi) come quelli dell'arsenale chimico siriano", lo ha dichiarato il deputato Michele Piras (Sel) il quale ha ricordato che domani, giovedì 16 gennaio, le Commissioni Esteri e Difesa della Camera ascolteranno i ministri degli Esteri e dei Trasporti sulle questioni relative alla crisi siriana.

   "Quella sarà per noi l'occasione di chiedere delucidazioni circa il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento dell'arsenale chimico della Siria – ha aggiunto Piras – quindi anche per quanto riguarda le voci circolate in questi giorni di un approdo in terra sarda. Pur comprendendo che ogni Paese della Comunità internazionale dovrà fare la sua parte per la pace in Siria, saremo fermi nel sostenere che le armi chimiche siriane non debbano essere accolte in terra sarda".

Si moltiplicano le prese di posizione in Sardegna contro un possibile arrivo delle armi chimiche siriane nei porti dell'isola. E per evitare che ciò accada, il Fronte Indipendentista Unidu – movimento che partecipa alle prossime elezioni regionali con un proprio candidato governatore – chiede a tutti i pescherecci ed imbarcazioni di pescatori sardi di fare rotta verso La Maddalena "chiudendo l'accesso all'isola di Santo Stefano, per evitare l'approdo delle navi dei veleni, dando a tutti i sardi un grande esempio di dignità e di difesa del proprio Paese".

   "Assistiamo all'ennesimo sopruso organizzato dall'alto – spiegano gli indipendentisti sardi – nonostante la netta opposizione del popolo sardo: le armi chimiche provenienti dalla Siria verranno probabilmente scaricate in Sardegna. Nuovamente la nostra terra viene usata come pattumiera, e non solo da parte dell'Italia, ma ormai anche dal mondo intero. Ci hanno già addossato vergognosamente le spese di bonifica dell'inquinamento creato dallo scempio del G8, vogliono riempire le cavità delle miniere con l'amianto proveniente da tutta Europa invece che valorizzarne il patrimonio e bonificare le aree dalle fuoriuscite di metalli pesanti. Vogliono distruggere la nostra terra, inquinandola per mare e per terra, fino a distruggere il mercato ittico e tutta l'eccellente filiera alimentare sarda, per trasformarci in abitanti di immondezzai e consumatori di spazzatura. E' venuta l'ora di dire basta", conclude il Fronte Indipendentista Unidu.