faccia-a-faccia-tra-casaleggio-e-i-5-stelle-isolani-sul-and-quot-caso-sardegna-and-quot

Un breve incontro oggi alla Camera tra Gianroberto Casaleggio, guru del Movimento 5 Stelle e i parlamentari sardi pentastellati del movimento. L’incontro si è svolto dopo la richiesta, finalizzata a chiarire meglio, la mancata presentazione della lista in Sardegna. Anche per dare risposte alle migliaia di attivisti, simpatizzanti e “cittadini sardi che in questi giorni ci hanno contattati, manifestando il loro dispiacere per l’accaduto”, scrivono in un comunicato I cittadini portavoce del Movimento 5Stelle – Camera dei Deputati Nicola Bianchi, Emanuela Corda, Paola Pinna, e Andrea Vallascas.

 La riunione, dedicata al “caso Sardegna”, è stata inserita come questione “urgente” tra gli incontri già fissati con le commissione è durata 20 minuti “non è stato possibile dirimere tutte le questioni”, scrivono i “grillini”. Tra le risposte di rilievo, è stata evidenziata l’intenzione già esplicitata dallo staff, nel sintetico post pubblicato sul blog qualche giorno fa, di aprire la piattaforma nazionale, per le votazioni dei candidati, ogni qualvolta gli attivisti lo richiedano. In particolare, nei casi di presentazione di due o più liste. Casaleggio ha annunciato l’inserimento di nuovi “filtri” per le candidature e opportuni paletti che impediranno a personaggi controversi (“iscritti alla massoneria ecc”) di essere inseriti nelle liste dei candidati e ha ribadito che i portavoce nazionali non devono interferire.

Ma la risposta ad un quesito in particolare non è stata ritenuta soddisfacente dai “cittadini” sardi: “come mai non è stata data risposta alle richieste degli attivisti, di votazione online sul portale e siano state privilegiate le comunicazioni informali con alcuni attivisti? “

Ci è stato risposto”, scrivono deputati sardi 5 Stelle, “che tale richiesta, non è in realtà mai pervenuta e non è stata manifestata chiaramente e fatto intendere al contempo che le liste pervenute, non intendessero comunque trovare accordi. Su questo punto”, spiegano, “riteniamo non sia stata fatta sufficiente chiarezza. In ultimo”, aggiungono, “non avendo la stragrande maggioranza degli attivisti, gradito la comunicazione poco esaustiva, pubblicata sul blog sul caso Sardegna, abbiamo chiesto delle precisazioni. Consci del fatto che i dissidi tra attivisti ci siano effettivamente stati e che la situazione non fosse “di semplice soluzione”, riteniamo che le responsabilità non possano essere imputabili alla sola “litigiosità” dei gruppi locali, ma anche alla mancanza di filtri opportuni e di un metodo certo che porti a certificare una lista. Abbiamo fatto presente l’urgenza di stabilire quanto prima, questo ‘metodo condiviso’, affinché il problema non si verifichi più, nel rispetto di tanti attivisti che in questo progetto si sono spesi tantissimo, sacrificando lavoro e affetti personali”.