fiamme-contro-le-serre-fotovoltaiche-di-narbolia

Un incendio di natura dolosa ha provocato durante la notte gravi danni a un modulo elettrico dell'impianto di serre fotovoltaiche di Narbolia. Le fiamme, divampate alle 3, sono state spente dai Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Oristano che hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l'impianto.

   Il rogo ha interessato una struttura in muratura con tetto di legno all'interno della quale sono ospitate apparecchiature tecnologiche molto delicate per la gestione della energia elettrica prodotta dall'impianto. La struttura è a poche decine di metri dalla strada provinciale, dalla quale è facilmente raggiungibile, e una parte, proprio quella dalla quale sarebbero partite le fiamme, risulta all'esterno della recinzione. Sul fatto indagano le forze dell'ordine.

Alcuni copertoni appoggiati davanti alla porta di metallo e liquido infiammabile: sono gli elementi utilizzati durante la notte per incendiare una cabina elettrica dell'impianto fotovoltaico di Narbolia, già al centro da tempo di contestazioni da parte di ambientalisti e ecologisti. Il rogo, domato dai Vigili del fuoco di Oristano, ha semidistrutto la struttura in muratura della cabina e il tetto in legno ma non ha provocato danni funzionali alla centrale fotovoltaica.

   Sul luogo sono intervenuti anche i Carabinieri della Compagnia di Oristano che ora indagano per accertare movente e responsabili dell'attentato incendiario. La centrale fotovoltaica di Narbolia appartiene alla società Enervitabio Santa Reparata che fa riferimento alla Winsun, una azienda che ha sede a Hong Kong, ed è tuttora oggetto di una protesta durissima, ma sempre condotta con metodi legali, da parte di un comitato spontaneo che opera col supporto di associazioni come Italia Nostra, Adiconsum e Wwf. Con le sue oltre 1.600 serre coperte da pannelli fotovoltaici, di 200 mq ciascuna su un'area di 64 ettari, la centrale di Narbolia è una delle più grandi nell'isola.