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"L'unica possibilità di uscire dalla crisi è dentro le politiche europee, perché dentro ci sono le risorse del Master and back o della Garanzia giovani. Bisogna far capire che c'è una comunità che si sta facendo carico di dare una possibilità a tutti: per questo motivo l'Europa ci riguarda ed è vicina". Così l'ex presidente della Regione Sardegna e candidato all'europarlamento con il Pd, Renato Soru, ha chiuso a Cagliari la sua campagna elettorale in vista del voto di domenica 25 maggio.

Davanti a qualche centinaio di persone il patron di Tiscali ha spiegato che il Pd in Italia davanti a rabbia e speranza "sceglie la speranza. A noi interessa chi ci dà risposte prima su quello che intende fare. Non ci possiamo fidare di uno come Grillo che non ci dice cosa vuole fare del voto e se davanti ad un bambino nel Canale di Sicilia è per respingerlo oppure no – ha tuonato Soru – noi abbiamo deciso cosa vogliamo: vogliamo più Europa, una comunità meritocratica e solidale che investe sui giovani e vuole investire e difendere il lavoro con le competenze di oggi, con l'innovazione, con un livello di istruzione e sapere che deve essere diverso rispetto da ieri".

L'Europa è un progetto "buono" secondo l'ex governatore sardo, "altro che un progetto delle banche". L'esponente del Pd ha quindi lanciato un appello al voto: "C'è ancora tanta gente che non sa che domenica si andrà a votare e gli dobbiamo dire che è importante andare". Un invito a sentire l'Europa come casa propria. "E' importante l'Europa – ha ribadito – dobbiamo confrontarci: non possiamo dire a Zola di giocare sempre in Sardegna. Diciamo invece: Zola, fai vedere quello che sai fare dappertutto anche lontano da casa".
Prima di lui, preceduti da una bella serie di hit anni Ottanta sparati dalle casse (ma c'è scappato anche De Andrè versione Creuza de ma), avevano parlato il segretario regionale del Pd Silvio Lai e il governatore Francesco Pigliaru. "Soru è la persona migliore per parlare di Europa – ha detto Lai – è un uomo che va oltre i confini dell'isola". Pigliaru, riferendosi al vecchio continente, ha parlato di "totale di molto maggiore della somma delle parti". E ha concluso: "Abbiamo bisogno di essere uniti e di un'Europa aperta a tutti".