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Due nuovi parchi naturali, di Gutturu Mannu e di Tepilora, potrebbero vedere la luce in Sardegna. Lo annuncia l'associazione ambientalista Gruppo d'Intervento Giuridico (Grig), che precisa che ambedue le aree proposte interessano particolarmente foreste demaniali "oggi interessate da mutamenti gestionali ancora dai contorni non ben definiti". La Giunta regionale, su istanza degli enti locali interessati, ha recentemente licenziato le due proposte di legge istitutive. A 25 anni dalla legge quadro regionale sulle aree naturali protette, due soli i parchi naturali regionali istituiti (Molentargius – Saline e Porto Conte), "finora – sottolinea il portavoce del gruppo ecologista Stefano Deliperi – non certo considerati esempi di successo. Si tratta di un primo, timido, segnale positivo per una svolta nella politica di tutela del territorio ed equilibrata crescita economico-sociale". Secondo gli ambientalisti i parchi naturali e, in particolare, i 23 parchi nazionali sono la vera "cassaforte ambientale" in Italia e generano un fatturato diretto e indiretto superiore ai 9 miliardi di euro annui. Insieme alle altre aree naturali protette in Italia generano un giro d'affari di 2 miliardi di euro all'anno. I parchi – rilevano gli ecologisti – avrebbero dovuto essere in realtà 24, "ma l'ottusa e autolesionista ostilità preconcetta di taluni interessati soggetti sardi ha fatto sì che il parco nazionale del Gennargentu-Golfo di Orosei sia in un limbo giuridico: non è vivo e non è morto". Gli ambientalisti hanno calcolato che avrebbe una ricaduta economica di almeno 30 milioni di euro annui. "Per qualcuno è superflue…" conclude il Grig. |







