Il Centro di documentazione e studi delle donne, biblioteca specializzata e luogo di relazioni politiche, un unicum in Sardegna, rischia la chiusura. A denunciarlo è il movimento Sardegna Soprattutto sul suo blog, nel quale viene anche lanciato un appello alle istituzioni regionali e comunali che l'attività svolta in via Lanusei a Cagliari possa proseguire. "Impongano nei luoghi delle decisioni la loro autorevolezza ed autorità – si legge sul blog -.
L'esistenza del Centro di documentazione e studi delle donne è il loro vero banco di prova".
Nato come magazzino, la sede del Centro si trasformò nel 1978 in Libreria delle donne e poi, nel 1986, in Centro di documentazione e studi delle donne. Nel 2008 il suo archivio è stato formalmente riconosciuto "di interesse storico particolarmente importante" dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo e per anni il suo patrimonio culturale ha rappresentato "un punto di riferimento speciale per ricerche e indagini individuali e collettive, in collaborazione con l'Università di Cagliari, con insegnanti e studenti di scuole superiori, con altre associazioni che lavorano nel territorio".
"E adesso? – si sottolinea nel blog – Gli assessorati si dispiacciono, le persone chiamate a selezionare le richieste rispondono con gentilezza e garbo, con il risultato che il Centro di documentazione è in procinto di chiudere. E' tempo di 'eventi' e di effetti speciali: Cagliari, candidata per diventare Capitale europea della cultura per il 2019, privilegia le attività spettacolari e di breve durata, rispetto a quelle continuative e di lungo respiro".
Cultura A rischio chiusura il “Centro documentazione e studi delle donne”
A rischio chiusura il “Centro documentazione e studi delle donne”






