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Oristano assegna un riconoscimento pubblico – una pergamena simbolo e la copia della Carta Delogu – ad un suo concittadino emigrato negli Stati Uniti, il chitarrista Marco Pinna. Glielo consegnerà il sindaco Guido Tendas e l'assessore alla Cultura e Spettacolo Emilio Naitza, lunedì 28 alle 19 all'Hospitalis Sancti Antoni. "Come amministrazione comunale – sottolinea il primo cittadino – abbiamo voluto dare un riconoscimento ufficiale a un oristanese che con le sue mani, testa e fantasia ha fatto parlare bene di Oristano in quella parte del mondo che ha girato".

Pinna eseguirà alcuni brani da Amigus, suo ultimo cd, il primo americano, e dove a portare il ritmo è una leggenda della batteria, Chester Thompson, il batterista storico di Frank Zappa, Weather Report e Genesis. Ma non solo. Completano il team musicisti di livello: il grande bassista Sean O' Bryan Smith, suo produttore, Kyle Nachtigal alla chitarra ritmica, Glenn Williams, batteria e percussioni, Lee Hines, percussioni, Kenny Zarider, Peter Gallinari, Shannon Wickline, Cech Angel alle tastiere, oltre al suo manager Amos Maley.
"La stampa ha parlato del concerto di presentazione del cd come uno fra i migliori eventi dell'anno – racconta il chitarrista all'ANSA – Chester Thompson poi ha apprezzato il mio modo di suonare distante da quello americano. Il mio stile mediterranean, latin jazz con incursioni nel gypsy lo ha conquistato e ne ha parlato anche in un'intervista. Ora in pentola bolle un progetto in trio assieme anche al bassista Sean O Bryan Smith. Sono felice, tutto questo mi ripaga di tanti sforzi fatti". Un sogno che si è avverato per Pinna, classe 1955. Ora, a 40 anni dalla sua partenza, arriva l'emozione più grande. La consacrazione da parte della sua città natale.

L'aveva lasciata a 22 anni con la valigia di cartone legata con lo spago per inseguire le sue aspirazioni: diventare un musicista, respirare le atmosfere della patria del country, Nashville. A Oristano nel 2000 col Guitar Quartet si era esibito al festival "Dromos" per un memorabile concerto.
"E' un'emozione – dice – ritornare nella mia città e passeggiare per le strade della mia infanzia, dove è nato il sogno americano". Per il musicista oristanese l'America è l'ultima meta in ordine di tempo. Nel 1980 lascia l'isola diretto a Vienna carico di belle speranze e tanta voglia di fare musica. "La Sardegna di 40 anni fa non offriva certo opportunità – spiega – da qui la strada mi ha portato anche a Milano alla corte di Giorgio Strehler. Ma il sogno nel cassetto era la capitale dello Stato del Tennessee, con le sue immense pianure e ranch e dove la musica risuona ad ogni angolo di strada". Ma dopo questo bagno nella musica internazionale Pinna non ha mai dimenticato le sue radici, suoni, melodie e ritmi sardi e mediterranei. "Ed é stata proprio questa impronta genetica – sottolinea – a incantare Chester Thompson e altri nomi noti e meno noti della scena musicale". In questo angolo di America riecheggia attraverso le corde della sua chitarra il sound della sua terra d'origine, echi lontani di un'isola al centro del Mediterraneo, incrocio di differenti culture. 

(Ansa)