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In attesa della formulazione del parere tecnico da parte del Savi, il Servizio ambientale della Regione – domani è stata convocata a Cagliari la Conferenza di servizi – la Confindustria Sardegna scende in campo per sostenere il progetto della Saras per l'estrazione di gas metano nella zona di Arborea, dicendosi "fiduciosa nelle scelte che la Sardegna saprà compiere".
"Mezzo miliardo di euro l'anno e migliaia di posti di lavoro.
E' quanto la Sardegna paga – spiega Confindustria in una nota – l'assenza del metano induce oneri iniqui e gravosi per l'intero sistema produttivo sardo e per i cittadini, che sopportano costi per l'energia termica notevolmente superiori rispetto alle imprese ed ai cittadini italiani ed europei. Un handicap competitivo storico per la Sardegna che ha provocato e rischia di provocare la perdita di attività industriali e di ulteriori posti di lavoro, pregiudicando anche le eventuali possibili nuove localizzazioni, come dimostrato purtroppo dalle cronache di questi anni. La Sardegna – prosegue Confindustria – potrebbe avere oggi la fortuna di disporre di una propria risorsa energetica, in quantità anche importanti, idonea a soddisfare le esigenze delle famiglie e delle imprese sarde per molti anni.
Grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo di un gruppo imprenditoriale sardo, di rilievo nazionale ed internazionale, da oltre mezzo secolo in Sardegna e di riconosciuta serietà, oggi la Sardegna ha l'opportunità di liberarsi dalla grave diseconomia energetica. E' possibile farlo nel pieno rispetto delle normative ambientali, della salute e della sicurezza delle popolazioni, della compatibilità con le diverse vocazioni economiche e produttive dei territori interessati. Al riguardo si esprime la massima fiducia negli organi istituzionali che hanno tutte le competenze tecniche per fare le giuste valutazioni in piena autonomia ed indipendenza, a garanzia degli interessi generali e dell'intera isola. Condizione essenziale di credibilità ed affidabilità per attrarre investimenti interni ed esteri è infatti quella di potere contare nel rispetto e nella chiarezza delle regole, in tempi certi e risposte congrue".
"L'interesse di tutti i sardi a conoscere l'entità del proprio patrimonio energetico, le competenze scientifiche, il rispetto dell'ambiente e le valenze economiche e sociali – conclude la nota – devono essere le sole ragioni a guidare la Sardegna verso la scelta giusta".