Il killer di Dina Dore continua ad avere un volto e un nome preciso. Anche per la Corte d'Appello del Tribunale dei minori di Sassari non ci sono dubbi: è Pierpaolo Contu l'esecutore materiale dell'omicidio della mamma di Gavoi, morta per asfissia il 28 marzo 2008.
I giudici hanno confermato i 16 anni di carcere inflitti in primo grado a Contu, oggi 23enne e ancora minorenne all'epoca dei fatti, accogliendo le richieste del procuratore generale Maria Gabriella Pintus. Come pena accessoria, il presunto killer è stato condannato a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. L'imputato era oggi in aula e ha assistito alla lettura della sentenza, emessa dopo oltre quattro ore di camera di consiglio.
In precedenza avevano parlato i due difensori, Gianluigi Mastio e Mariella Masia. Nelle loro arringhe, durate circa tre ore, hanno chiesto l'assoluzione di Contu ribadendo l'inattendibilità del teste Stefano Loi e la mancanza di tracce della presenza del giovane sul luogo del delitto.
Fuori dal tribunale i famigliari della donna uccisa hanno accolto il verdetto con soddisfazione composta e hanno preferito non fare commenti. Al giovane il Gup del Tribunale dei minori di Sassari, Antonio Minisola, aveva inflitto 16 anni di reclusione nel dicembre scorso.
Il presunto mandante dell'omicidio, Francesco Rocca, marito della vittima, è attualmente a giudizio in Corte d'assise a Nuoro: un processo tormentato, con testimonianze clamorose ma anche repentine retromarcia che stanno mettendo a dura prova accusa e difesa.
"Un clima non sereno", ha denunciato pubblicamente in aula uno degli avvocati di Rocca annunciando una possibile richiesta di spostamento del dibattimento ad altra sede. Gli arresti del presunto mandante e del presunto killer sono avvenuti cinque anni dopo il fatto di sangue.







