Otto ore di sciopero domani accompagnate da 24 ore di astensione dall'erogazione dei servizio in reperibilità e presidio dalle ore 10.30 presso il Consiglio Regionale, altre otto ore di sciopero giovedì 4 settembre e presidio presso l'area industriale di Sarroch.
Queste le decisioni prese, "in assenza di aperture da parte dell'azienda", dai lavoratori Akhela, che si sono riuniti oggi in assemblea.
Le azioni di lotta sono la risposta – spiega un comunicato sindacale della Fiom-Cgil – "all'aggravarsi della situazione determinata dall'apertura della procedura di mobilità.
Senza essere in grado di fornire motivazioni accettabili, l'Azienda a conclusione della prima fase formale della procedura, ha continuato a rifiutare di prendere in considerazione l'applicazione di un Contratto di Solidarietà in alternativa alla mobilità, eventualmente sostituita dalla Cigs".
Durante l'assemblea i lavoratori Akhela hanno ribadito quanto già affermato dai sindacati in Confindustria e sui tavoli istituzionali, "e cioè che il Contratto di Solidarietà è l'unico strumento in grado di garantire il mantenimento dei dipendenti e delle loro competenze nel ciclo produttivo, premessa indispensabile per il rilancio dell'azienda, mentre la Cigs penalizzerebbe i lavoratori anche a causa degli effetti della riforma Fornero".
I lavoratori Akhela confermano la loro fiducia negli impegni presi nell'incontro di ieri dall'assessore all'Industria Piras di convocare in tempi brevi la proprietà dell'azienda "perché valuti ipotesi alternative come il contratto di solidarietà, e perché ci sia il massimo coinvolgimento di Saras per la salvaguardia di una realtà nata da una sua iniziativa sostenuta da finanziamenti pubblici".
Economia Akhela, otto ore di sciopero e presidio al Consiglio regionale
Akhela, otto ore di sciopero e presidio al Consiglio regionale







