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Bandiere rosse dei Cobas e di altre sigle, tamburi e striscioni anche a Cagliari: è partito poco dopo le 10 il corteo contro il progetto della nuova scuola di Renzi. Alcune centinaia di docenti, studenti e personale Ata si sono schierati in piazza Garibaldi e si sono diretti in marcia verso viale Trento, sede della Regione. Le rivendicazioni non sono soltanto nazionali ma anche locali.
"Non ci sembra – ha spiegato alla partenza Nicola Giua, dei Cobas – che l'esecutivo stia facendo moltissimo. Gli interventi per l'edilizia scolastica? Non si vede granché. E comunque è una partita di giro che cambia poco o nulla: la scuola sarda vive una grave sofferenza di strutture e gestione. Senza finanziamenti, si vive alla giornata". Il corteo ha attraversato il centro di Cagliari e sono tanti gli studenti che hanno deciso di disertare le lezioni e unirsi durante allo sciopero e alla manifestazione.
È arrivato davanti al palazzo regionale di viale Trento a Cagliari il corteo di studenti, docenti e personale Ata che questa mattina ha attraversato la città per protestare contro la nuova scuola del premier Renzi. I manifestanti non hanno occupato gli spazi sotto i portici ma si sono fermati per un'assemblea nel parcheggio dove si svolge il mercatino dell'usato della domenica.
Nel piazzale sventolano ancora le bandiere dei Cobas, ma anche quelle della pace e della Palestina. Oltre agli immancabili Quattro Mori. Fra le rivendicazioni urlate durante la marcia in città anche molte proteste per il mancato ammodernamento della scuola sarda. "Dove sono – ha gridato uno studente al megafono – le lavagne multimediali che ci avevano promesso? Quante sono quelle che funzionano? Dov'è questa nuova scuola digitale?". |