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Immobili, terreni e quote societarie per due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a Gigino Milia, 67 anni di Fluminimaggiore (Carbonia Iglesias), attualmente in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nell'ambito dell'operazione che lo scorso anno ha fatto finire in cella anche l'ex primula rossa del banditismo sardo Graziano Mesina.
Sotto chiave sono finiti in particolare sette immobili nella zona di Fluminimaggiore, nel Sulcis Iglesiente, 11 terreni e le quote di una società che si occupa di campeggi e aree attrezzate per roulotte a Sassari, tutti riconducibili a Milia.
Il sequestro è stato richiesto dalla Procura Distrettuale Antimafia a seguito delle indagini condotte dalle Fiamme gialle del Gico che hanno consentito di accertare una sproporzione dei beni rispetto a quanto dichiarato, tanto di ritenere che siano stati acquistati con le attività illecite, in particolare con il traffico di droga.
In particolare gli investigatori si sono concentrati sulle attività economiche svolte da Milia in un triennio, scoprendo che pur non avendo dichiarato redditi, o solo in maniera ridotta, avrebbe comunque effettuato numerosi e ingenti investimenti in attività commerciali e immobili. Per evitare che venisse ricostruito il suo patrimonio, avrebbe intestato i beni ai propri familiari. Uno stratagemma che non è servito ad evitare di essere scoperto, visto che nemmeno i familiari avevano redditi a sufficienza per giustificare le ingenti transazioni immobiliari. Nello stesso modo, secondo i Finanzieri, Milia avrebbe utilizzato la società, con pochissimi utili, per effettuare alcuni acquisti, tra i quali la stessa abitazione di famiglia. 

L'operazione 'Martes' della Guardia di finanza, che oggi ha portato al sequestro di due milioni di euro di beni riconducibili a Gigino Milia, segue quella avvenuto a dicembre dello scorso che interessava lo stesso patrimonio.
In quella occasione le Fiamme gialle avevano applicato le norme anti riciclaggio. Oggi il sequestro è stato richiesto in base alla legge antimafia che consente l'applicazione di misure di prevenzione patrimoniali per i soggetti che si sono resi responsabili di reati particolarmente gravi – tra i quali quelli in materia di droga – laddove sia stata appurata la disponibilità di beni in misura sproporzionata e non giustificata rispetto al reddito dichiarato o all'attività economica svolta.
Dall'inizio dell'anno ad oggi sono stati effettuati dalla Guardia di finanza di Cagliari sequestri e confische di beni, quote societarie e rapporti finanziari per una cifra record pari a oltre 30 milioni di euro riconducibili ad attività criminali.