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Regole chiare e certe per l'edilizia e l'urbanistica nella riforma del settore appena varata dalla Regione con il nuovo disegno di legge. Ed una serie di richieste: ampliamento degli incrementi di volume previsti dal vecchio piano casa, soprattutto per consentire l'ampliamento dell'offerta turistica anche entro il limite dei trecento metri dalla cosa. Poi aumenti volumetrici anche in zona A (centro storico), necessità di una più dettagliata disciplina sul riuso dei sottotetti, ulteriore semplificazione delle procedure burocratiche per la ristrutturazione del patrimonio edilizio e dei cambi di destinazione d'uso degli immobili.
Sono le proposte presentate alla Regione da una task force delle costruzioni composta da Ance, Cna, Confartigianato, Aniem e Legacoop supportata da Filca Cisl, Feneal Uil e Filea Cgil. La grande alleanza chiede inoltre il superamento dei vincoli del Piano paesaggistico regionale attraverso il mantenimento dello strumento della pianificazione territoriale strategica.
Il presidente regionale dell'Ance Maurizio De Pascale, presentando questa mattina il documento, ha evidenziato gli aspetti e gli intenti positivi del provvedimento. Sottolineando però anche ciò che si dovrebbe fare per consentire al settore di decollare. "Siamo a un crinale – ha detto – da un lato c'è il baratro, dall'altro una timida visione di ripresa. Ma abbiamo una certezza, non vi sarà ripresa se non ripartono le costruzioni".
I rappresentanti delle organizzazioni hanno evidenziato come alcuni aspetti del disegno di legge della giunta siano stati superati dai provvedimenti nazionali come il Decreto del fare e lo Sblocca Italia. "Non chiediamo tout court una proroga del Piano casa – ha detto De Pascale – ma chiediamo che sia assicurata continuità di azione amministrativa".
No al consumo del suolo, ha ribadito De Pascale: "Anche perché non c'è domanda, ma attenzione a non limitarci alla mera conservazione: molti edifici, soprattutto quelli realizzati nel dopoguerra, non hanno più di 60/70 anni di vita". 

La risposta di Erriu. Le richieste dei costruttori sulle integrazioni al disegno di legge sull'edilizia saranno attentamente valutate dalla Regione. Lo ha assicurato l'assessore all'Urbanistica, Cristiano Erriu, rispondendo a caldo alle proposte contenute nel documento elaborato da Ance, Cna, Confartigianato, Aniem e Legacoop con Filca Cisl, Feneal Uil e Filea Cgil.
"Domani – ha spiegato Erriu – prenderanno avvio i lavori della quarta commissione. Stiamo agendo secondo il principio del no al consumo del suolo, ma senza una 'museificazione' di quello che abbiamo".
L'adeguamento alle normative nazionali? "Un tema importante – ha detto Erriu – e stiamo molto attenti a seguire il passo: in un mondo che va a mille, non possiamo permetterci il lusso di andare lenti". I tempi? "Ci sono tutte le condizioni – ha detto- per arrivare all'approvazione entro novembre nonostante altri provvedimenti in corso. L'auspicio è che le opposizioni in consiglio mostrino senso di responsabilità: un eventuale atteggiamento dilatorio quando non ci sono ragioni, non sarebbe per il bene della Sardegna".

La Cgil prende le distanze. La Cgil marca la distanza con le associazioni dei costruttori che questa mattina hanno presentato un documento sostenendo di averlo condiviso con la federazione degli edili. Cgil e Fillea hanno invece inviato una propria proposta sul ddl edilizia all'assessore dell'Urbanistica, Cristiano Erriu.
Nel documento si parla di "rilanciare l'edilizia rispettando ambiente e paesaggio: un obiettivo possibile da raggiungere individuando, per ogni intervento previsto, criteri stringenti di qualità architettonica e risparmio energetico". Oltre a questo, il sindacato propone di "incentivare gli interventi per mettere in sicurezza aree a rischio idrogeologico e chi investe per spostare quei fabbricati in aree sicure deve poter contare su importanti premialità". Inoltre bisogna "potenziare e accorpare più uffici comunali per velocizzare le procedure".
La Cgil sottolinea che "occorre garantire, e quindi vincolare gli interventi, al miglioramento della qualità architettonica, abitativa e dell'efficienza energetica. Vale nell'edilizia residenziale così come nelle strutture destinate all'esercizio di attività turistico-ricettive".
Per stimolare imprese e la manodopera sarda, secondo Cgil e Fillea, dovrebbero essere inserite "una serie di condizioni per l'utilizzo di materiali locali, in particolare pietra e marmi, isolanti, carpenterie in metallo e legno, e di tipologie costruttive ispirate alla tradizione". Il sindacato chiede poi che siano inseriti nella legge il rilancio dell'edilizia abitativa pubblica e gli interventi di riqualificazione energetica e architettonica nei fabbricati di edilizia economico popolare.