Il nome del consigliere regionale dell'Udc Giorgio Oppi compare più volte nelle 56 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, che questa mattina ha portato all'arresto dell'ex presidente dell'Igea Giovanni Battista Zurru e del dipendente Marco Tuveri. In particolare compare relativamente all'accusa di peculato per la sottrazione di una autopala – utilizzata nei primi del 900 e di grandissimo valore economico e storico – e un carrello da miniera dell'Igea e regalate a un imprenditore in cambio di 100 voti a favore di un candidato sindaco alle comunali di Assemini. "Dalle intercettazioni risulta che l'operazione elettorale era caldeggiata da Enrico Oppi (nipote del consigliere, ndr) e dall'onorevole Giorgio Oppi", scrive il gip nell'ordinanza. E in un altro passaggio cita una telefonata tra Tuveri e l'onorevole Oppi, che "invita Tuveri a organizzarsi per consegnare alla frazione di San Benedetto di Iglesias alcuni carrelli e una ventina di minerali al fine di onorare un impegno preso dallo stesso Oppi al fine di favorire l'appoggio elettorale" a un candidato. "Tale conversazione – scrive il gip – dimostra che la distrazione dei beni era collegata a consultazioni elettorali ed era a conoscenza dei maggiori referenti politici regionali e anche dello stesso Giovanni Battista Zurru, punto di riferimento amministrativo all'interno di Igea, per la compagine della quale facevano parte i candidati per i quali sono stati cercati e ottenuti i voti".
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L’accusa a Oppi: antichi macchinari della miniera a un imprenditore in cambio di 100 voti







