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Esenzione totale dell'Imu sui terreni agricoli in Sardegna grazie ad uno stanziamento di 20 milioni di euro dal fondo nuovi oneri legislativi da parte della Regione per coprire le minori entrate degli enti locali derivanti dall'applicazione della norma. E' questa la proposta di legge che Forza Italia ha presentato oggi per contrastare il decreto del Ministero dell'economia e finanze che ha rivisto le esenzioni dell'Imu sui terreni agricoli per le zone montane, che dovrà essere pagato il 26 gennaio, tagliando i fondi ai Comuni.

Fi sfida anche la maggioranza e la Giunta: "siamo pronti a ritirare la firma e la primogenitura sulla legge che può fare propria la Giunta e la maggioranza, purché si porti il provvedimento in Aula il 30 dicembre". Secondo il capogruppo Pietro Pittalis, "si tratta di una battaglia civiltà per un settore in gravissima crisi come quello agropastorale. La Regione non può rimanere inerme perchè con questa decreto solo 50 comuni potranno beneficiare delle esenzioni, lasciando fuori circa 300 comuni".

"Si sta andando contro i più elementari principi costituzionali e la Giunta deve chiedere la sospensione della norma e bisogna muoversi con carattere di urgenza – ha detto Ugo Cappellacci -. A Bruxelles il Governo approva il ricambio generazionale in agricoltura, ma a Roma su quei terreni mette un nuovo balzello".

Per Alessandra Zedda si tratta di un "atteggiamento schizofrenico dal punto di vista normativo e legislativo", mentre per l'ex assessore dell'Agricoltura, Oscar Cherchi, "il governo ha cancellato le nostre potestà".

"Il Governo canta come una cicala – ha tuonato Antonello Peru – e ruba le scorte alle formiche". "Vogliamo dare la responsabilità al governo regionale – spiega Giuseppe Fasolino – a dare forza agli annunci", e Ignazio Locci spiega che "siamo davanti ad una totale assenza dell'assessorato dell'agricoltura".

"La maggioranza di riunisce per la Finanziaria o per la legge casa e non si sono accorti della situazione in agricoltura dove 35 mila aziende rischiano il fallimento", sostiene Alberto Randazzo, mentre per il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, "il centrosinistra avrebbe dovuto presentarsi in modo unitario su questo tema".