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Resta a Roma il processo sulla cosiddetta P3, l'organizzazione segreta che secondo la Procura di Roma cercò di condizionare alcuni organi dello Stato. Lo hanno deciso i giudici della nona sezione penale del tribunale capitolino che hanno respinto l'istanza degli avvocati di Flavio Carboni che chiedeva di trasferire a Cagliari il processo.
Secondo i giudici, infatti, il reato più grave, che radica nella Capitale il procedimento, non è un episodio di concussione legato all'affare dell'eolico in Sardegna. 

L'episodio che radica il processo nella Capitale è il caso di corruzione in atti giudiziari contestato a Roma tra il 2009 e il 2010 all'allora primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, all'imprenditore Arcangelo Martino e all'ex giudice tributarista Pasquale Lombardi.