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La Sardegna avrà i soldi della vertenza Entrate, tra i 600 e i 750 milioni di euro, a rate annuali: la prima tranche verrà definita entro il 15 gennaio. E' quanto emerso oggi nell'incontro tecnico al ministero dell'Economia e Finanze, al quale hanno partecipato il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e l'assessore della Programmazione, Raffaele Paci. Si tratta di un riconoscimento pieno della linea portata avanti dall'esecutivo regionale fino ad oggi. Il conto esatto della somma, che spetta all'Isola, pur essendo già stato confermato, verrà calcolato al centesimo nei prossimi giorni dalla Ragioneria generale dello Stato.
Il Governo riconosce quindi il pieno diritto della Sardegna a ricevere le somme mai pagate fra il 2010 e il 2014 all'interno della vertenza Entrate per la partita che comprende gli arretrati Ires, riserve finanziarie e giochi. Nell'incontro odierno sono stati anche affrontati e chiariti alcuni aspetti tecnici del bilancio armonizzato. 

Cappellacci. "Il presidente Pigliaru e i suoi assessori possono continuare a recitare come automi il ritornello colpa di Cappellacci per i prossimi quattro anni, come se fossero ancora all'opposizione, oppure provare a respingere insieme a noi gli scippi che il Governo ha compiuto in questi mesi e che sta per replicare nelle prossime ore". Così Ugo Cappellacci e Alessandra Zedda (Forza Italia) ripetono l'appello alla Giunta per un'azione unitaria finalizzata a scongiurare la sottrazione di risorse alla Sardegna.
"In questi mesi – ricordano i due forzisti- il Governo ha ridotto di 300 milioni la possibilità di utilizzare le risorse del 2014 anziché aumentarla di 1 miliardo e 200 milioni, si è preso 84 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione, 65 milioni per coprire il costo degli 80 euro renziani ed altri 97 milioni nelle Legge di Stabilità. Inoltre, il comma 92 dell'articolo 1 della stessa legge sembra costruito al fine di portate a segno ulteriori scippi a danno dei sardi. Come se non bastasse, con l'introduzione dell'IMU agricola il Governo prima sbanca i Comuni e poi costringe i sindaci al ruolo di esattori per evitare la bancarotta. Nel frattempo la Giunta regionale ha deciso di contrarre un mutuo di oltre mezzo miliardo e di aumentare l'IRAP perché da Roma non arrivano le risorse promesse, neppure per situazioni gravissime come quella dell'alluvione del 2013. Su tutti questi aspetti è necessario aprire un confronto alla luce del sole e non solo un silenzio interrotto solo dalle fughe di notizie e dai rumors che confermano un quadro preoccupante. Auspichiamo che il presidente venga quanto prima a riferire in Aula sullo stato dell'arte della vertenza Regione-Stato, che si faccia promotore di un'azione comune anche con i parlamentari sardi per difendere le risorse dei sardi da un Governo avaro e rapace".

"Oggi abbiamo raggiunto un obiettivo importante, cioè il pieno riconoscimento del nostro diritto su queste partite. Mentre si lavora per chiudere definitivamente la vertenza, abbiamo chiesto e ottenuto dallo Stato di versare un congruo anticipo. È la svolta decisiva per definire modi e tempi in cui lo Stato darà alla Sardegna quanto dovuto da anni". Così il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru ha commentato l'esito dell'incontro di Roma dal quale è uscito soddisfatto.
"Il riconoscimento è nella sostanza e anche sull'importo, in quanto i calcoli della Ragioneria sono, in linea di massima, in linea con quelli della Regione – ha sottolineato l'assessore della Programmazione Raffaele Paci – A gennaio quindi avremo un cospicuo anticipo di liquidità su un diritto finalmente e indiscutibilmente riconosciuto. Stiamo risolvendo una non facile vertenza lasciata aperta dalla precedente legislatura, e questo è un grande passo avanti per la Sardegna".
Convocato come da accordi dall'ufficio legislativo del Ministero delle Finanze, l'incontro ha riunito un'ampia rappresentanza tecnica del Governo: Dipartimento delle Finanze, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ragioneria generale dello Stato, rappresentanze chiamate dal Ministro dell'Economia Padoan a dare una risposta finale e definitiva al dossier che la Regione aveva inviato a fine settembre chiedendo di dare piena applicazione all'articolo 8 dello Statuto.