La leggina sull'editoria rappresenta "un primo passo verso l'adeguamento a un mondo editoriale ormai diverso da quello contemplato dalla legge 22 del 1998. Nell'epoca del digitale e del giornalismo on line, che interessa soprattutto giovani professionisti, serve una revisione profonda. Mi auguro che ciò avvenga nel più breve tempo possibile". Così l'assessore della Cultura Claudia Firino, commenta l'approvazione della legge sull'istituzione di un servizio pubblico regionale per l'informazione televisiva locale e per la produzione e diffusione di programmi per la valorizzazione della lingua, della cultura e della identità sarda.
Due i punti principali cui la legge risponde, secondo l'assessore: "il dato occupazionale, in quanto la legge tutela la stabilità dei dipendenti del mondo della comunicazione radio-televisiva e apre un importante spiraglio rispetto alla valorizzazione delle professione giornalistica, e la tutela della cultura e lingua sarda, elemento che ha sempre contraddistinto le emittenti regionali che in questi anni hanno grandemente sofferto della crisi del comparto".
Forza Italia. "Il sostegno e l'opera posta in essere da Forza Italia per una rapida approvazione della legge sull'editoria è un voto a favore del pluralismo, dell'autonomia e del lavoro". Lo sostiene Pietro Pittalis, capogruppo azzurro in Consiglio regionale in merito alla leggina sui contributi alle radio e tv locali. "In un momento di difficoltà economica, il settore dell'informazione non fa eccezione e per questo è giusto alzare un argine contro la furia della crisi, fermare l'emorragia di posti di lavoro e creare le condizioni per un futuro ritorno di quelli persi. L'editoria e l'informazione sono fondamentali per la crescita dei cittadini, come singoli e come comunità, e rappresentano un irrinunciabile spazio di democrazia. Ciò vale ancor di più – prosegue Pittalis – per una realtà come quella sarda, che deve avere la possibilità di raccontare se stessa, di dibattere, rendendo effettiva anche sotto aspetto la propria autonomia e valorizzare la specialità delle sue tradizioni e della sua cultura. Per questi motivi – conclude – anche dai banchi dell'opposizione abbiamo dato il nostro contributo costruttivo e il voto favorevole alla legge".
Anche per il consigliere Fi Ignazio Locci "avere inserito anche le piccole emittenti locali tra i beneficiari della legge regionale che garantisce un sostegno all'informazione sarda è un grande risultato, un traguardo che contribuisce ad assicurare un reale pluralismo dell'informazione".
Assostampa. "Stante il disastro occupazionale che ci sia una legge che finanzia il settore, se la Giunta confermerà le poste in bilancio, è un fatto positivo, ma sarebbe stato molto meglio se fossero stati sentiti in Commissione i rappresentanti dell'ordine dei giornalisti e dell'Assostampa".
Lo dice all'Ansa il presidente dell'Associazione stampa sarda, Celestino Tabasso, in merito all'approvazione della leggina sui contributi a radio e tv locali.
"Piuttosto non è previsto da parte delle imprese che risulteranno beneficiarie il corretto trasferimento delle risorse al fondo complementare dove ci sono i tfr dei giornalisti – aggiunge – E' una carenza tecnica che si sarebbe potuta sanare con estrema facilità: adesso purtroppo non è più così. Oggi possiamo dire – conclude – che il Consiglio ha affrontato un'emergenza, ma se ci sarà un ragionamento complessivo e organico sulla normativa di settore fin da oggi i giornalisti sono pronti a dire la loro".







