La Sardegna si candida a diventare il punto di riferimento nazionale e internazionale per il monitoraggio della "spazzatura" spaziale (satelliti disintegrati e meteoriti), per la progettualità dei droni, sfruttando le infrastrutture aeroportuali di Arbatax e Fenosu e la pista del poligono del Salto di Quirra, ma anche per l'esplorazione dello spazio e per l'utilizzo dei dati satellitari ai fini del monitoraggio ambientale, ad esempio per prevenire incendi e alluvioni.
Sono queste le potenzialità del Distretto aerospaziale sardo che da oggi può contare su quattro nuovi soci privati: Avio, Nemea Sistemi, Nurjana Technologies e Karalit, che si affiancano ai soci pubblici e privati già presenti, tra i quali il Crs4, l'Istituto nazionale di Astrofisica, le Università di Cagliari e Sassari, Sardegna Ricerche e Vitrociset.
"Questi grandi progetti che il Distretto ha in mente di portare avanti sono fondamentalmente connessi – ha spiegato il presidente del Distretto, Giacomo Cao – vorremmo aprire un tavolo con la Regione per discutere di un possibile accordo di programma sull'aerospazio. A fronte di un impegno da parte della Regione, molte opportunità di sviluppo arriverebbero con i fondi di coesione europei che garantirebbero, nel prossimo settennio, oltre un miliardo di euro (alla Sardegna almeno il 10%, ndr). E nell'Isola gli attuali occupati nelle varie aziende, circa 250, potrebbero raddoppiare".
"Abbiamo una serie di competenze consolidate e anche opportunità per la presenza delle basi militari – ha sottolineato l'assessore della Programma Raffaele Paci – Una presenza che fino ad oggi è stata per diversi aspetti negativa, ma che in prospettiva potrebbero rappresentare un volano per lo sviluppo, basti pensare alle potenzialità dei droni. La Regione non farà un investimento diretto – ha chiarito l'esponente della Giunta – ma stiamo dicendo alle imprese che la Sardegna è presente in questo settore dove intravediamo opportunità per creare nuova occupazione".
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Studio dei droni, dei dati satellitari e della “spazzatura spaziale”: la Sardegna si candida







