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Sardegna Vera va all'attacco dell'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, sul contrasto alla peste suina. "E' ancora in sintonia con il modo di fare del passato: chiuso nel suo bunker assessoriale a disegnare teoriche battaglie navali", dicono Efisio Arbau, Michele Azara, Gaetano Ledda e Raimondo Perra che sollecitano il presidente Pigliaru a "prendere in mano la questione per scongiurare il rischio dell'ennesimo fallimento".
"La peste suina è una peste politica – affermano -. Per quasi quarant'anni questa patologia ha distrutto il comparto suinicolo sardo, favorita dalla mancanza di azioni concrete da parte del sistema politico. Piani su piani, milioni di euro spesi, assunzioni clientelari e tanti burocrati strapagati a combattere sulla carta quella che, viceversa, è una battaglia economica da combattere sul campo. La novità di questo primo anno di governo regionale è che il presidente Pigliaru e tutta la sua maggioranza si sono spesi per affrontare davvero questa sfida, consegnando tutti gli strumenti necessari all'assessore alla Sanità. Francesco Pigliaru come noi è stato eletto, quindi non può permettersi di fallire". 

"Abbiamo condiviso la presa di coscienza da parte del presidente Pigliaru sul problema atavico riguardante la peste suina ma gli atti conseguenti in capo all'assessorato della Sanità ancora non si vedono e sono sintomo di grande preoccupazione per chi ha grandi aspettative rispetto alla soluzione del problema", lo dice il capogruppo di Sel Daniele Cocco che attacca l'assessore della Sanità, Luigi Arru, nello stesso giorno delle critiche sul tema da parte di Sardegna Vera.
"A fronte degli aspetti positivi rappresentati dalla nomina del dottor Viscaino e dottor Laddomada come coordinatori della unità regionale, ad oggi poco o nulla è stato fatto per quanto concerne l'attivazione dei tavoli territoriali e sulle principali criticità che permangono – attacca – individuazione governance servizi veterinari regionali, adozione piano azione servizi veterinari, individuazione soggetto per interventi sugli allevamenti e animali illegali e interventi regolamentazione sull'attività venatoria e riduzione numero cinghiali". Secondo Cocco "gli impegni assunti non sono più procrastinabili per cui chiediamo al presidente di sollecitare chi di competenza per avere certezza sui tempi del superamento delle criticità".