I tagli al fondo per la non autosufficienza previsti dalla Finanziaria non piacciono al presidente della Commissione Riforme del Consiglio regionale, Francesco Agus (Sel), secondo il quale le sforbiciate prospettate nella Manovra "non sono accettabili né utili: lo insegnano le politiche statali che in questi anni hanno perseguito la direzione suicida del taglio dei diritti per fare cassa e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Consiglio sta lavorando per il ripristino delle somme e il mantenimento dei livelli di assistenza e di occupazione".
"Condivido l'ordine del giorno votato all'unanimità dal Consiglio comunale di Cagliari – scrive su Facebook -. Il taglio al fondo della L. 162, così come prospettato nella finanziaria regionale, avrebbe contraccolpi non sostenibili sulle persone che usufruiscono di progetti personalizzati di assistenza, sulle loro famiglie, sulle casse dei comuni e sull'occupazione.
L'azione a monte genererebbe catastrofi a valle – aggiunge – un taglio generalizzato delle risorse non ridurrebbe automaticamente gli sprechi e rischierebbe di tradursi nella cancellazione di un diritto per migliaia di disabili che negli anni hanno usufruito di uno strumento che ha da sempre visto la Sardegna all'avanguardia in Italia. Solo a Cagliari rischierebbero di saltare 729 progetti personalizzati che oggi occupano 130mila ore-lavoro pari a circa 140 lavoratori part-time fra educatori e assistenti alla persona".
Secondo Agus "i criteri della L.162 vanno ripensati e modificati. Anche nel segno del contenimento dei costi e del taglio delle spese. A questo proposito è urgente che l'assessorato alla Sanità attivi uno studio serio dei dati e dei bisogni per capire come limitare i costi senza privare nessuno del diritto a un'esistenza dignitosa".
Cisl. Dopo le critiche di Sel e dei malati di Sla anche la Cisl punta il dito contro i tagli al fondo per la non autosufficienza previsti nella Finanziaria 2015, all'esame della commissione Bilancio del Consiglio regionale, e si dice pronta a mobilitare lavoratori e pensionati per scongiurare le sforbiciate. "La Giunta Pigliaru non può inaugurare la sua speciale spending review con tagli generalizzati al sociale e alle categorie più deboli – dice Oriana Putzolu, segretaria della Cisl -. Interventi di questo tipo sulla pelle dei poveri sono estremamente gravi, perché rivolti a persone particolarmente sofferenti e a famiglie pesantemente colpite dalla vita". In particolare Putzolu chiede all'Esecutivo di "abbandonare la scure a favore del monitoraggio e del controllo sull'efficacia delle spese".
"La Finanziaria regionale 2015 se non verrà corretta prontamente in Commissione e in Consiglio – aggiunge – sarà caratterizzata da tagli ingiustificati. Sicuramente sul fronte dell'inclusione sociale, dove dai 248.596 milioni di euro del 2014 si passerà, nel 2015, a uno stanziamento pari a 244 mln (-4.596.000). Una scelta di programmazione economica e finanziaria autolesionista. Nella nostra Regione, infatti, la percentuale di spesa per l'assistenza collettiva risulta sottodimensionata rispetto agli stessi criteri che la Giunta si è data nel 2012, come pure sottodimensionata risulta la spesa per l'assistenza distrettuale a favore di quella ospedaliera. La politica della coperta corta applicata dall'Esecutivo Pigliaru al sociale andrà, dunque, a scaricarsi sui costi ben più alti delle degenze ospedaliere. Meno assistenza in famiglia dei malati con gravi problemi uguale un maggior numero di ricoveri".
Secondo Putzolu "la Giunta non si è accorta che l'aumentato indice di vecchiaia (all'1 gennaio 2014 la Sardegna registrava 350.131 ultrasessantacinquenni, il 21,04% della popolazione) e la peggiorata situazione epidemiologica hanno inciso sul numero degli non autosufficienti. Solo questa considerazione avrebbe richiesto un aumento delle risorse a valere sul fondo. La Giunta non solo ha fatto il contrario di quanto logicamente richiesto, ma è venuta meno al criterio della 'triennalizzazione' dello stanziamento per le politiche sociali".







