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"Caro Sciola, sono in totale disaccordo – ha scritto Ganau – I 4 mori sono il simbolo della nostra terra, la nostra storia.
Non si toccano".
"Caro Gianfranco – ha risposto a stretto giro di tweet Barracciu – è la nostra bandiera ma i 4 Mori non rappresentano affatto la nostra storia. Lo dice la Storia". "Cara Francesca – ha replicato ancora il presidente dell'assemblea, mentre si moltiplicavano i 'cinguettii' sull'argomento e su Facebook si scatenava un'accesa discussione – nella storia di un popolo i simboli sono importanti e ne sono parte".
"Caro presidente del Consiglio – scrive Sedda – Lei ha ragione nel dire che 'I Quattro mori sono il simbolo della nostra storia'. Il punto è capire di quale storia. I Quattro Mori sono il simbolo della storia che inizia con "lo sterminio e l'esecuzione della naciò sardesca", per dirla con le parole del re Catalano-Aragonese. Sono in altri termini il simbolo di quella storia che inizia con la perdita dell'indipendenza, con il venir meno della nostra sovranità nazionale. Ora, nessuno può ragionevolmente escludere che per una imprevedibile casualità della storia una bandiera portatrice di tale storia possa un domani finire per significarne un'altra. Finora tuttavia non è successo – aggiunge – Ciò che invece sta succedendo è che per i sardi si aprono oggi orizzonti nuovi e matura una nuova volontà di sovranità, e ancor prima matura una nuova esigenza di verità sulla propria storia e con essa una più profonda apertura verso il mondo. È fatale che in questa situazione i simboli acquisiti vengano rimessi in discussione. E sorga l'esigenza di simboli nuovi".