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"Non siamo condannati a morire poveri. Questo mondo è cambiato e dà ai sardi una opportunità che può essere colta", a Milis il segretario Renato Soru chiude la Fabbrica di idee del Laboratorio Sardegna del Partito Democratico sotto il segno dell'ottimismo.
Dai sette tavoli tematici che hanno richiamato a Palazzo Boyl almeno 300 iscritti e una folta rappresentanza di parlamentari, assessori, dirigenti e amministratori locali, non è arrivata nessuna idea miracolosa per uscire dalla crisi ma tante proposte e analisi sulla situazione sarda. Il segretario regionale non ha perso l'occasione per provare a dare la carica al Partito e per precisare alcuni aspetti. Ha ribadito, per esempio, che il Pd è il maggiore azionista della Giunta Pigliaru, che il Pd ha il dovere di far emergere una idea di quella che potrà e dovrà essere la Sardegna del futuro, come dire che il Pd non può lasciare soli i suoi consiglieri a decidere su questioni importanti come la riforma sanitaria e quella degli enti locali o su come dovranno essere spesi sei o sette miliardi di euro. Ha quindi lanciato un messaggio dai toni morbidi ma comunque molto chiaro al presidente Pigliaru e alla sua Giunta: "Il partito Democratico – ha detto in chiusura – è un alleato solido e leale di questa Giunta regionale, ma dobbiamo fargli arrivare la nostra forza, la nostra intelligenza e le nostre speranze".