Malati di Sla e disabili gravi sempre più arrabbiati. La protesta è confermata: presidio permanente dal 18 febbraio e sciopero della fame da martedì prossimo. Anzi, avverte Salvatore Usala, segretario del comitato 16 novembre: "Se il 18 non avremo risposte non caricheremo le batterie dei nostri respiratori. Noi rischiamo la morte, i nostri politici passeranno alla storia come amministratori che costringono i disabili a morire".
Le accuse: "Questa giunta – spiega Usala – fa solo propaganda. In 14 anni nessuna giunta aveva mai pagato l'anno seguente i piani personalizzati". E ancora: "Ci dicono che non sono tagli lineari, che i bisognosi non subiranno riduzioni, sulla base di quale studio? La verità è che hanno deciso quanto risparmiare, solo dopo decideranno come. Infatti la Commissione preposta sta lavorando alacremente ma ancora non è giunta a conclusioni, inoltre il tutto è soggetto a sperimentazione preventiva, in ogni caso proporrà nuove linee guida, non certo tagli".
La collaborazione? "Leggo – insiste Usala – che stanno ragionando con forze sociali e associazioni: chi li ha sentiti? La verità è che non rispondono nemmeno alle nostre istanze. Noi siamo contro sprechi e connivenze, il mondo politico non sente da questa campana. Abbiamo proposto e ottenuto di tramutare un nostro progetto in delibera, impegno mancato, chiaramente. Il progetto prevede una modifica assistenziale per 170 malati gravissimi, parliamo di ventilati 24 ore o coma. Si risparmiano circa 4 milioni di euro. Ma non basta, abbiamo anche proposto un ritorno a casa massiccio dalle 200 strutture sarde. Se metà rientrassero a casa si risparmierebbero almeno 60 milioni e si creerebbero 3.000 posti di lavoro".







