La moglie lo difende con forza, sottolineando che erano normali rimproveri come quelli che un qualsiasi padre fa alle figlie quando non studiano, tornano tardi la sera o rispondono male ai genitori. Nell'aula del giudice di Cagliari Francesco Alterio, è stata sentita la moglie del tunisino di 54 anni che avrebbe costretto tre figlie ventenni a stare chiuse in casa, rispettando i precetti e le regole del proprio Paese, nonostante vivessero in Italia, a Pula, ormai da molti anni.
L'uomo è accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti delle ragazze: le avrebbe picchiate una sera per aver partecipato ad una festa di Capodanno coi rispettivi fidanzati, anche se i maltrattamenti contestati risalirebbero tra il 2009 ed il 2011. A difendere il tunisino è l'avvocato Carlo Amat che ha interrogato, dopo il pubblico ministero, la donna.
E' stata lei a negare le violenze, ammettendo che se qualche schiaffo c'è stato è arrivato solo perché le figlie non rispettavano gli orari di rientro, oppure rispondevano in malo modo. Prossima udienza il 18 marzo per sentire l'imputato, mentre il 20 maggio salirà sul banco dei testimoni una delle figlie, ormai da tempo residente a Milano.







