Per Laura Pinna, insegnante-tutor del tirocinio nel corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Cagliari e presidente regionale dell’Anpe, l’associazione dei pedagogisti italiani, la pluriclasse può offrire molteplici opportunità in termini di apprendimento e sul versante educativo.
“Consente di sperimentare in modo costante il cooperative learning, – spiega – l’apprendimento cooperativo che mette gli allievi nella condizione di apprendere insieme. Questo sistema valorizza le capacità individuali attraverso l’interazione e il confronto con gli altri. Questo non significa abbassare gli standard ma saper individuare in ogni alunno i bisogni educativi e formativi”.
Che conseguenze ha il pendolarismo già dalle scuole elementari per brevi distanze sull'apprendimento?
“Non credo che il problema sia lo spostamento per brevi distanze, azione che spesso le famiglie compiono per tante incombenze o necessità. Il punto sta nel fatto che un territorio per quanto piccolo, con una potenziale popolazione scolastica di almeno 13 allievi eterogenei per età, deve avere garantito un presidio istituzionale come la scuola, rimasta ancora luogo di aggregazione, di incontro, di reciprocità e di scambio, non solo in termini di apprendimento ; luogo dove è possibile ri-conoscersi come identità particolari ma anche storiche, cioè portatrici di storia, che guardano al futuro: tutto ciò dà sicurezza ed è garanzia di apprendimento. Quindi, allontanare anche se per brevi distanze, può significare sradicamento e misconoscimento di una realtà”.
La Giunta regionale sostiene che le pluriclassi non garantiscono la qualità dell’istruzione. E’ vero?
“Non in tutti i casi. Molto dipende dal livello formativo e metodologico degli insegnanti. Un insegnante competente e pratico nell’uso di metodologie cooperative e attive è in grado di far raggiungere, anche in una pluriclasse, dei traguardi di apprendimento eccellenti. Nella nostra bella isola non possiamo parlare di risultati qualitativamente accettabili soltanto in riferimento alle pluriclassi, poiché è ormai risaputo che le valutazioni Invalsi degli ultimi anni, ci restituiscono dei risultati di apprendimento inferiori rispetto a quelli di altre parti d’Italia. Quindi la riflessione non può focalizzarsi solo sulle pluriclassi, che anzi, al contrario proprio perché numericamente gestibili, potrebbero dare slancio ad iniziative rigorose e puntuali in termini di valutazione degli apprendimenti”.
La dispersione scolastica potrà essere arginata con la soppressione delle pluriclassi nei piccoli comuni?
"No. Anzi credo che stare radicati nel proprio territorio faciliti e valorizzi l’integrazione e il rapporto dinamico tra scuola e territorio. Significa che gli alunni frequentanti una pluriclasse hanno maggiori possibilità di riflettere sulle potenzialità e carenze del proprio territorio. L’orizzonte è quello di co-costruire un ambiente migliore in cui sviluppare idee. Questo avvicina alla scuola e non allontana, i bambini e i ragazzi . Al contrario lo sradicamento svuota, de-personalizza, s-valorizza e quindi disperde Persone e identità molteplici"







